Estero

Peste suina, Madrid chiede a Tokio di salvare export jamon iberico

24 dicembre 2025
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Il governo spagnolo ha chiesto alle autorità giapponesi di non interrompere le importazioni di "jamon", il noto prosciutto iberico stagionato, nonostante il blocco imposto al Giappone alla carne suina iberica, dopo il focolaio di peste suina africana (Psa) rilevato a fine novembre in Catalogna.

La richiesta è stata avanzata dal ministero spagnolo dell'Agricoltura, diretto da Luis Planas, attraverso l'ambasciatore di Spagna a Tokio, Inigo de Palacio, nel corso di un incontro con il ministro dell'Agricoltura giapponese, Norikazu Suzuki.

Nel 2024, il 70% del prosciutto importato dal Giappone proveniva dalla Spagna e la messa al bando, a partire dallo scorso 28 novembre, rischia anche di far schizzare in alto i prezzi interni.

Il Giappone, Paese finora indenne dalla Psa, ha ribadito la cautela sanitaria e l'importanza di uno scambio costante di informazioni scientifiche, confermando però la sospensione generale delle importazioni di carne e derivati suini spagnoli.

La Spagna, che guida l'export europeo del settore, con un fatturato all'estero che supera i 730 milioni l'anno, rischia pesanti ripercussione della crisi della peste suina sul celebre "jamon2 l'oro rosso ed eccellenza agroalimentare apprezzata in tutto il mondo, dopo la conferma di un focolaio di Psa in 27 cinghiali selvaggi vicino Barcellona.

Finora il divieto di importazione di carni e insaccati suini iberici è stato imposto, oltreché in Giappone, da Cina - che tuttavia lo ha circoscritto ai soli prodotti provenienti dalle zone del focolaio catalano - Regno Unito, Ecuador, Cile, Filippine e Taiwan.