Estero

Trump spinge l'UE a non usare asset russi per l'Ucraina

Pressioni su paesi europei per evitare l'uso di beni congelati russi

17 dicembre 2025
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Secondo quanto riportato da Politico.eu, l'amministrazione Trump ha esercitato pressioni su alcuni governi europei, considerati più amichevoli, affinché respingessero il piano di utilizzare i beni russi congelati per finanziare l'Ucraina. Quattro funzionari europei hanno confermato queste pressioni.

L'articolo di Politico, intitolato "Il problema dell'UE non è il Belgio, è Trump", sottolinea come gli Stati Uniti abbiano bypassato Bruxelles, comunicando direttamente con le capitali europee. Tra i paesi coinvolti ci sarebbero Italia, Bulgaria, Malta e Repubblica Ceca, che si sarebbero uniti ai dissenzienti.

Il nuovo premier ceco, Andrej Babis, ha dichiarato prima del Consiglio europeo a Bruxelles che, pur sostenendo la necessità di supportare l'Ucraina, la Repubblica Ceca non intende fornire ulteriori garanzie finanziarie. Babis ha affermato che il suo paese non vuole gravare sul proprio bilancio e che la Russia dovrebbe pagare le riparazioni di guerra.

Nel frattempo, il premier ungherese Viktor Orbán ha riferito di aver scritto al presidente russo Vladimir Putin per chiedere come Mosca risponderebbe se l'UE decidesse di utilizzare i beni russi congelati. Orbán ha ribadito che l'Ungheria non sostiene questa misura, considerandola un'escalation. Ha inoltre incaricato il ministro delle finanze di preparare piani per spostare le riserve valutarie ungheresi dal Belgio in caso di approvazione del prestito di riparazione basato sugli asset russi.

Infine, l'agenzia Fitch ha avvertito il fondo belga Euroclear di un possibile declassamento del suo rating AA, a causa dei rischi di liquidità e legali legati all'uso dei capitali congelati della Banca centrale russa per un prestito all'Ucraina. Euroclear detiene attualmente 185 miliardi di questi "frozen asset".