Estero

Cedu, 'tribunali statali motivino rigetto di rinvio a Corte Ue'

16 dicembre 2025
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La Corte europea dei diritti umani (Cedu) afferma che qualora una persona, durante il processo, richieda esplicitamente il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea e tale richiesta è respinta da un tribunale nazionale contro le cui decisioni non esista alcun ulteriore ricorso, questo tribunale è tenuto a motivare il proprio rifiuto.

Il principio è contenuto nella sentenza di condanna che la Cedu ha pronunciato contro la Germania per la violazione del diritto a un equo processo. A fare ricorso a Strasburgo è stato un cittadino tedesco che si è rivolto ai tribunali del Paese nel 2014 affermando che il regime pensionistico applicatogli era più sfavorevole di quello dei soci più giovani dello studio legale per cui lavorava. L'uomo, Heinz-Gunter Gondert, è stato un partner della sede tedesca di uno studio legale internazionale con sede nel Regno Unito fino alla pensione. Sia la Corte d'appello di Francoforte che la Corte federale di giustizia hanno rifiutato la sua richiesta di un rinvio alla Corte Ue.

Nello statuire sul caso, la Cedu ha ribadito in primo luogo che, sebbene spetti ai giudici nazionali interpretare e applicare il diritto interno, se necessario, in conformità con il diritto dell'Unione, e decidere se sia necessario chiedere una pronuncia pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue, il rifiuto di concedere un rinvio pregiudiziale potrebbe, in determinate circostanze, violare l'equità del procedimento, come è successo in questo caso specifico.

Perché, afferma la Cedu, il signor Gondert aveva esplicitamente richiesto un rinvio alla Corte Ue e lo aveva motivato nei dettagli e stava rivolgendosi a un tribunale di ultima istanza. "Nel rigettare il suo ricorso, la Corte federale di giustizia, ha detto di aver esaminato se sussistesse l'obbligo di sottoporre la questione alla Corte di giustizia Ue per una pronuncia pregiudiziale, ma non ha motivato le ragioni per cui lo ha ritenuto non necessario", spiega la Cedu. "La Corte federale di giustizia non ha indicato se riteneva che le questioni sollevate dall'uomo fossero irrilevanti, se la disposizione della Ue in questione fosse già stata interpretata dalla Corte di giustizia Ue, o se la corretta applicazione del diritto Ue fosse talmente ovvia da non lasciare alcun margine di dubbio ragionevole", evidenzia la Cedu, che conclude che questo ha leso il diritto all'equo processo del signor Gondert.