I giudici dichiarano incostituzionali norme che impedivano la cittadinanza a condannati, la revoca per documenti falsi e la perdita come pena accessoria
La Corte costituzionale portoghese ha dichiarato incostituzionale la legge che regola la concessione della nazionalità ai richiedenti stranieri. In particolare, gli undici giudici della Corte hanno respinto all'unanimità la norma che impedisce l'accesso alla cittadinanza "a chiunque sia stato condannato per un reato previsto dalla legislazione portoghese, con una pena pari o superiore a due anni di reclusione", nonché quella che revoca la nazionalità nei casi in cui questa sia stata ottenuta con documenti falsi, perché non distingue coloro a cui va applicato il principio della buona fede. Bocciata anche la norma che aboliva il regime transitorio e conteggiava il periodo di residenza legale a partire dal momento in cui la richiesta di cittadinanza viene accolta dalla pubblica amministrazione e non quando la domanda è presentata dal cittadino. Con un solo voto contrario, i giudici hanno inoltre respinto la norma in base alla quale si ritiene che la nazionalità possa essere negata ai cittadini che mostrano "comportamenti che rifiutano palesemente l'adesione alla comunità nazionale, alle sue istituzioni rappresentative e ai simboli nazionali". In cambio dei voti dell'ultradestra, la maggioranza relativa di centrodestra aveva inoltre approvato una norma aggiuntiva al Codice penale, proposta dal partito Chega, che avrebbe introdotto la pena accessoria della perdita della nazionalità in caso di delitti gravi. Anche in questo caso i giudici sono stati unanimi nel classificare incostituzionale l'applicazione di una pena accessoria riservata solo a certi cittadini, in violazione dei principi di uguaglianza e proporzionalità della pena. Approvata dal Parlamento lo scorso mese di ottobre, la legge non era ancora stata promulgata dal Presidente della Repubblica e adesso è tutto da rifare per la maggioranza di governo. Vittoria netta, invece, dei deputati socialisti che avevano rinviato alla Corte costituzionale il testo di legge. "Fortunatamente la lucidità giuridica ha prevalso, speriamo che in futuro prevalga anche la lucidità politica", ha commentato il deputato Pedro Delgado Alves.