La procura nazionale antiterrorismo della Francia (Pnat) ha annunciato l'apertura di un'inchiesta in Francia, in parallelo a quella già aperta dalle autorità australiane, sull'attacco di ieri a Sydney. Tra le 15 persone uccise nell'attacco a Bondi Beach durante la festa ebraica di Hannukah, sono stati anche colpiti due cittadini francesi, Dan Elkayam, giovane ingegnere informatico ucciso all'età di 27 anni. Un altro francese risulta invece tra i feriti.
Fra i due rabbini uccisi - assieme almeno ad altre 13 vittime - c'è anche un religioso nato nel Regno Unito. Lo riferiscono i media britannici, citando alcuni familiari rimasti nel Paese d'origine.
Si tratta di Eli Schlanger, rabbino della comunità ultraortodossa messianica del gruppo Chabad, che aveva organizzato le celebrazione della festa ebraica di Hanukkah a Bondi Beach. Un suo cugino, pure lui rabbino, Zalman Lewis, lo ricorda oggi alla Bbc come "un uomo buono, che amava la gente, pronto a fare qualsiasi cosa per aiutare un'altra persona".
Il rabbino capo del Regno Unito, sir Ephraim Mirvis, racconta a sua volta di alcuni suoi familiari scampati alla strage di Sydney: due cugini sfuggiti al fuoco dei due terroristi dopo aver trascorso "15 minuti di terrore nascosti sotto un materassino". Mirvis, interpellato sempre dalla Bbc, è poi tornato a denunciare la minaccia dell'antisemitismo come un fenomeno globale: "Ancora una volta - ha detto - vediamo ebrei presi di mira per il solo fatto essere ebrei, riuniti in modo pacifico e visibile" in occasione di una festa.
Quanto accaduto in Australia è stato condannato fin da ieri come "un ripugnante attacco terroristico antisemita" dal premier britannico, Keir Starmer, il quale ha assicurato che il suo governo e il Regno Unito saranno "sempre al fianco dell'Australia e della comunità ebraica".