Estero

Indagine tedesca individua una possibile traccia che collega sorvoli di droni a navi con legami russi

Circa 2.000 sorvoli quest'anno, concentrati sulle coste e sugli esercizi militari; indizi emergono dai movimenti di navi come Lauga e HAV Snapper

10 dicembre 2025
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Sono circa 2.000 i droni che hanno sorvolato la Germania quest'anno, secondo le stime dell'Anticrimine federale. Lo scrivono Bild e Welt in un'inchiesta che rivela una "traccia" che porterebbe alle navi russe.

Una squadra di reporter di Bild, Welt e Axel Springer Academy ha analizzato documenti dell'intelligence. "Per la prima volta è possibile individuare modelli ricorrenti negli obiettivi dei droni, negli orari di sorvolo e nelle aree regionali di maggiore concentrazione - scrivono - e vi sono indizi che dimostrano una correlazione tra i sorvoli dei droni e i movimenti di navi mercantili con chiari collegamenti con la Russia".

Stando ai rapporti dell'Anticrimine (BKA), citati dalla Welt, "gli avvistamenti di droni sono avvenuti prevalentemente nelle ore serali". Si segnalano anche numerosi sorvoli multipli e i cosiddetti sciami di droni, soprattutto nelle zone costiere della Bassa Sassonia e dello Schleswig-Holstein. I sorvoli sono avvenuti "normalmente su caserme e campi di addestramento dell'esercito tedesco. Si sono moltiplicati gli avvistamenti sulle esercitazioni militari della Bundeswehr e della Nato, quelle significative a livello di difesa dell'Alleanza", continua la citazione. Coinvolte più volte anche le infrastrutture critiche. Inoltre la BKA sottolinea la portata di "un fenomeno complesso che poggia su grandi risorse finanziarie e logistiche".

A proposito dei movimenti sospetti delle navi, il giornale di Axel Springer elenca tre casi. Quello della "Lauga", una nave lunga 102,5 metri e larga 16,4 metri che nella notte del 16 maggio, stando ai dati di navigazione, si spostava attraverso il Mare del Nord. Una nave della polizia tedesca le si è avvicinata, prosegue il resoconto, e l'equipaggio ha avvistato sette droni. Undici giorni dopo, nel porto belga di Zeebrugge, la Lauga è stata ispezionata dagli agenti doganali, che non hanno trovato nulla a bordo, se non un equipaggio composto esclusivamente da russi. Subito dopo la perquisizione in Belgio, la nave, che in passato era stata utilizzata come appoggio per i sottomarini in operazioni militari in Siria, è approdata a San Pietroburgo, al terminal della Petrolesport, una società strettamente legata alla compagnia nucleare statale russa Rosatom.

Secondo alcuni documenti trapelati, quest'ultima dispone di velivoli senza pilota: droni con un raggio d'azione di 200 chilometri, dotati di videocamere e termocamere. Rosatom utilizza ufficialmente questi droni nell'Artico per la sorveglianza delle rotte marittime. I velivoli senza pilota decollano e atterrano sulle navi di proprietà dell'azienda. Welt cita poi altri due casi di navi dai movimenti ritenuti sospetti: si tratta delle HAV Snapper e HAV Dolphin. La prima avrebbe proceduto in un'insolita navigazione a zig-zag "in un punto situato a 115 km dalla Lauga". E questo nel periodo dal 16 al 20 maggio, proprio nel momento in cui gli sciami di droni sono stati avvistati nel Mare del Nord. La HAV Snapper appartiene alla compagnia di navigazione norvegese HAV Shipping AS. Da alcune ricerche è emerso che abbia trascorso lunghi periodi nel cantiere navale Pregol di Kaliningrad, in Russia.