La European Trade Justice Coalition denuncia 28 ricorsi, molti formalizzati nel 2025, per congelamenti di beni e misure di sicurezza nazionale in vari Paesi Ue
Ci sono già arbitrati per oltre 53 miliardi di euro in Europa promossi da oligarchi o aziende colpite dalle sanzioni alla Russia. Lo denuncia la European Trade Justice Coalition (ETJC), rete europea di organizzazioni non governative e gruppi della società civile di monitoraggio sulle politiche commerciali dell'UE.
L'ETJC sottolinea le storture del meccanismo per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, che consente a investitori stranieri di rivolgersi al tribunale arbitrale internazionale e non ai tribunali nazionali. L'invito è di abolire i trattati che lo prevedono, ricordando che la Corte di giustizia dell'UE li ha giudicati incompatibili con le sanzioni UE.
La coalizione ETJC segnala che oltre la metà dei 28 ricorsi è stata avviata o annunciata formalmente nel 2025, in molti casi tramite società registrate in Paesi dell'UE come Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria o Regno Unito. L'obiettivo è contestare congelamenti di beni e misure di sicurezza nazionale adottate da Kiev.
Tra i casi più rilevanti citati dall'analisi figurano la richiesta di circa 13,7 miliardi di euro (16 miliardi di dollari, tutto lo studio presenta le cifre in dollari) presentata dall'oligarca russo Mikhail Fridman contro il Lussemburgo per il congelamento dei beni, e la minaccia di causa della compagnia petrolifera russa Rosneft alla Germania per la messa sotto tutela dei suoi asset per quasi 6 miliardi di euro (7 miliardi di dollari).
In Belgio, quattro investitori russi hanno notificato l'intenzione di avviare arbitrati collegati ai loro fondi bloccati presso Euroclear, mentre in Francia risultano due ricorsi da parte di uomini d'affari russi sanzionati; nel Regno Unito, infine, interrogazioni parlamentari hanno rivelato un'azione legale avviata ancora da Fridman, sebbene l'importo richiesto non sia pubblico.
L'analisi della ETJC si concentra sui casi avviati o minacciati, cioè sugli arbitrati in corso o annunciati, e non cita arbitrati già conclusi: il dato complessivo di oltre 53 miliardi di euro (62 miliardi di dollari) riguarda dunque valori potenziali richiesti dagli investitori, non somme già assegnate o pagate dagli Stati.
L'importo complessivo, segnala tra l'altro l'ETJC, è quasi pari all'assistenza militare che l'UE ha fornito all'Ucraina dal 2022.