Il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov ha avvertito che la Russia risponderebbe a un eventuale di dispiegamento di truppe europee in Ucraina.
Mosca, ha affermato Lavrov parlando al Consiglio della Federazione (il Senato russo), non ha "nessuna intenzione di entrare in guerra con l'Europa", ma è pronta a reagire a un eventuale di dispiegamento di truppe europee nel paese vicino.
Il ministro russo, citato dalle agenzia Ria e Tass, ha contestato quella che ha definito la "cecità politica senza speranza" dell'Unione europea, che si illude sulla possibilità di sconfiggere la Russia.
Lavrov ha anche sostenuto che i paesi europei puntano a confiscare i capitali russi congelati perché non hanno più "altre risorse per finanziare la guerra" in Ucraina. "A parte rubare il nostro oro e le nostre riserve valutarie in violazione di ogni concepibile norma internazionale e commerciale, non hanno altra risorsa per finanziare questa guerra", ha affermato il ministro degli esteri russo.
A suo dire il presidente americano Donald Trump è l'unico leader occidentale a mostrare di comprendere "le cause profonde" del conflitto in Ucraina, e Washington mostra impazienza per la posizione degli europei su un possibile accordo di pace.
"Gli Stati Uniti stanno mostrando crescente impazienza - ha affermato Lavrov -. Soprattutto il presidente Trump, che, come ho già detto, è l'unico leader occidentale il quale, subito dopo l'insediamento nel gennaio di quest'anno, ha iniziato a mostrare comprensione delle ragioni che hanno reso inevitabile la guerra in Ucraina".
Tali dinamiche profonde, che secondo il ministro russo sono alla base delle "azioni ostili contro la Federazione Russa" da parte dell'Occidente, "sono state alimentate per molti anni dal predecessore (l'ex presidente degli Stati Uniti Joe) Biden e dai suoi sodali europei ", ha affermato Lavrov.
Il ministro russo ha quindi ricordato l'accusa di Trump a Biden, il quale avrebbe "minato la fiducia nel dollaro" e spinto i paesi Brics (Brasile Russia, India, Cina, Sudafrica) a cercare piattaforme di pagamento alternative.
"E Biden non è certamente il solo responsabile di questo - ha dichiarato Lavrov - e non solo delle sanzioni, che, tra l'altro, l'attuale leader degli Stati Uniti non solo non ha fretta di revocare, ma sta addirittura inasprendo".
Il ministro degli esteri russo ha inoltre osservato che la ricerca di sistemi di pagamento alternativi "sta ora accelerando, e non solo nell'ambito dei Brics".