Il rapporto del BDI prevede un calo del 2% della produzione quest'anno e avverte di un punto di svolta per l'industria entro fine 2025
"Per quest'anno prevediamo un calo della produzione del 2%, il che significa che la produzione industriale registrerà una flessione per il quarto anno consecutivo. Non si tratta di una flessione congiunturale, ma di un declino strutturale". Lo afferma Peter Leibinger, presidente del Bundesverband der Deutschen Industrie (BD), presentando il rapporto sulla situazione industriale, che presenta un'immagine forte: "l'economia è in caduta libera".
Inoltre, gli industriali puntano il dito direttamente contro il cancelliere Friedrich Merz: "L'economia sta attraversando la crisi più grave dalla fondazione della Repubblica Federale, ma il governo federale non sta reagendo con sufficiente determinazione. Alla fine del 2025 l'industria tedesca si troverà ad affrontare un drammatico punto di svolta".
L'analisi dei settori è al momento impietosa: problemi presentano soprattutto il comparto automobilistico e la siderurgia. Nel primo è rilevante la perdita di posti di lavoro: a settembre erano impiegate 721'400 persone, vale a dire 48'700 posti di lavoro in meno rispetto all'anno precedente, pari a un calo del 6,3%. Mentre la contrazione tra i produttori di autoveicoli e motori è rimasta contenuta al 3,8%, con 446'800 occupati, il numero di occupati presso i fornitori, particolarmente colpiti dal passaggio alla mobilità elettrica, è diminuito dell'11,1% a 235'400.
Continua la tendenza negativa nella produzione di acciaio: il livello di produzione già estremamente basso dello scorso anno è stato superato in negativo di circa l'11% nel periodo da gennaio a settembre e, secondo le proiezioni per l'intero 2025, si attesta attualmente a 33,8 milioni di tonnellate. "Per la quarta volta consecutiva, quindi, non viene superata la soglia dei 40 milioni di tonnellate" si legge nel rapporto.
Crisi anche nel ramo dei trasporti aerei, per il quale il governo ha tuttavia avviato importanti sgravi ed è perciò possibile ipotizzare una ripresa per il prossimo anno, e nella chimica e farmaceutica: "La produzione, il fatturato e i prezzi sono diminuiti di trimestre in trimestre. E nonostante la chiusura di alcuni impianti, l'utilizzo della capacità produttiva è rimasto ben al di sotto della norma".