Estero

Matrimonio omosessuale, Tokyo respinge ricorso

28 novembre 2025
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Continua a dividersi la giurisprudenza in Giappone dopo la decisione dell'Alta corte di Tokyo che ha stabilito la conformità del divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso alla Costituzione, respingendo le richieste di risarcimento avanzate da otto persone. Si tratta della prima sentenza di un tribunale d'appello che sostiene esplicitamente la posizione dello Stato, chiudendo il cerchio sulla questione dopo sei procedimenti paralleli avviati in diverse prefetture del Paese. Finora, infatti, cinque tribunali distrettuali - tra cui quelli di Sapporo, Nagoya, Fukuoka e Sendai - avevano ritenuto incostituzionale l'assenza di un riconoscimento legale per le coppie omosessuali, pur negando ogni forma di rimborso. Solo il tribunale distrettuale di Osaka aveva dichiarato il divieto costituzionale; una posizione che adesso viene rafforzata dall'Alta corte della capitale.

Nello specifico, otto cittadini giapponesi con partner dello stesso sesso, chiedevano ciascuno un risarcimento di un milione di yen, equivalenti a 5.500 euro, sostenendo che l'articolo 24 della Costituzione - secondo il quale "Il matrimonio deve basarsi esclusivamente sul reciproco consenso delle due persone" -, e il principio di uguaglianza, sancito dall'articolo 14, siano violati dall'esclusione delle coppie omosessuali dal vincolo coniugale. Il tribunale distrettuale di Tokyo, in una sentenza del marzo 2024, aveva definito la situazione "in stato di incostituzionalità", ma aveva comunque negato il risarcimento. I ricorrenti avevano quindi fatto appello, chiedendo una pronuncia più netta. Nel suo verdetto l'Alta corte ha affermato che l'articolo 24 non impone allo Stato di riconoscere forme di matrimonio diverse da quelle tradizionalmente intese tra uomo e donna. Inoltre, ha giudicato che la mancanza di una legge sul matrimonio egualitario non costituisca, di per sé, una violazione dei diritti fondamentali. Il Giappone rimane l'unico Paese del G7 a non aver ancora legalizzato né il matrimonio omosessuale né unioni civili, nonostante l'approvazione di ordinanze locali a Tokyo, Osaka e altre città, che riconoscono, ma solo simbolicamente, le coppie dello stesso sesso.