Manifestazioni in circa quaranta città con slogan contro la violenza 'machista', massiccia partecipazione a Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia
Al grido di 'Ni una menos, vivas nos queremos' ('Non una in meno, ci vogliamo vive') e 'Basta de violencias contra las mujeres' ('Basta violenze contro le donne'), migliaia di persone sono scese in piazza questa sera in tutta la Spagna per condannare la violenza 'machista', in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza di genere. Le manifestazioni, che hanno coinvolto una quarantina di città, sono state particolarmente numerose a Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia.
Nella capitale, la ministra per l'Uguaglianza, Ana Redondo, ha partecipato al corteo partito alle 18:30 da piazza Cibeles e, in dichiarazioni ai cronisti, ha sottolineato l'importanza di un consenso politico per combattere la violenza sulle donne, criticando l'atteggiamento del conservatore Partito Popolare "che vuole farci ritornare al passato" e accusando Vox di "negazionismo" della violenza di genere.
Nel frattempo, un secondo corteo, indetto dalla Commissione 8 marzo, ha ricordato le donne vittime della repressione durante la dittatura franchista e quelle vittime dei bombardamenti di Israele a Gaza, al grido di 'No estamos todas, faltan las asesinadas' ('Non ci siamo tutte, mancano le assassinate').
A Barcellona, il corteo ha avuto come tema 'Tejendo resistencia' ('Tessendo la resistenza'), con donne di tutte le età e famiglie intere che hanno marciato scandendo slogan come 'Disculpen las molestias, nos están asesinando' ('Scusate il disturbo, ci stanno assassinando'). E contro la 'Legge sugli stranieri', in solidarietà con le donne migranti e le lavoratrici domestiche.
Le proteste, che si sono svolte sull'intero territorio nazionale, da Palma de Maiorca a Bilbao, hanno rivendicato politiche efficaci per la protezione delle donne e contro i femminicidi, che da inizio anno hanno provocato 39 vittime.