Il capo di stato maggiore Eyal Zamir congela alti ufficiali per errori nella difesa.
Il 7 ottobre, le Forze di Difesa Israeliane non sono riuscite a proteggere i civili, portando il capo di stato maggiore Eyal Zamir a congedare diversi alti ufficiali, tra cui tre generali in posizioni chiave, in seguito al massacro di Hamas nel sud di Israele.
Questa decisione ha esacerbato le tensioni tra Zamir e il ministro della Difesa Israel Katz, accusato di strumentalizzare l'esercito per fini politici in vista delle elezioni del prossimo anno. Katz ha dichiarato di non essere stato informato delle decisioni di Zamir e ha congelato le nomine di alto livello nell'Idf per 30 giorni per riesaminare il rapporto sui fallimenti del 7 ottobre, redatto dal generale in congedo Sami Turgeman.
Zamir ha criticato la decisione del ministro, sottolineando che il rapporto era destinato al comando dell'Idf e non a fini politici. Tra i generali rimossi ci sono l'ex capo della Direzione delle operazioni, Oded Basiuk, l'ex capo del Comando Meridionale Yaron Finkelman e il generale Aharon Haliva, ex capo dei servizi segreti militari. Tutti sono stati congedati dal servizio di riserva.
Provvedimenti più lievi sono stati presi contro l'ammiraglio David Saar Salama e il generale Tomer Bar, che hanno ricevuto una nota di biasimo per non aver impedito gli attacchi di Hamas via mare e aria. Altri ufficiali hanno concordato di terminare i loro mandati prima di ritirarsi.
Nonostante alcune misure siano simboliche, Zamir ha riconosciuto i contributi dei comandanti, sottolineando la necessità di trasparenza e responsabilità per evitare il ripetersi di simili eventi. Tuttavia, il premier Benyamin Netanyahu ha rifiutato di istituire una commissione d'inchiesta statale, preferendo una governativa composta da ministri oltranzisti.