Putin avverte: "Se Kiev rifiuta, conquisteremo altro territorio"
Donald Trump ha dato a Kiev sei giorni per accettare un nuovo piano di pace, che potrebbe segnare un punto di svolta nella storia dell'Occidente. Il presidente americano ha confermato il piano, chiedendo a Kiev di accettarlo entro giovedì, giorno del Ringraziamento. Da Mosca, Vladimir Putin ha dichiarato che il piano potrebbe servire come base per porre fine al conflitto, minacciando ulteriori conquiste territoriali se Kiev rifiuterà.
La strategia di Trump è stata definita durante un vertice con Putin ad Anchorage, in Alaska, e si è sviluppata attraverso un canale di comunicazione sempre aperto con il Cremlino. Trump ha lavorato dietro le quinte, affidando a Steve Witkoff la fase preparatoria del piano. In seguito, Trump ha dichiarato a Fox News che giovedì è il giorno giusto per accettare il piano, sottolineando che Kiev potrebbe perdere comunque i territori in breve tempo. Tuttavia, ha assicurato che le sanzioni alla Russia non saranno revocate.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando agli ucraini, ha descritto il difficile bivio: accettare l'ultimatum di Trump o proseguire senza il supporto militare degli Stati Uniti. Intanto, il G20 si riunisce a Johannesburg, dove i leader europei preparano un contro-piano per bilanciare quello americano. Le reazioni diplomatiche variano da critiche severe a un'apertura verso il progetto, considerato pragmatico da alcuni.
Prima di arrivare in Sudafrica, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friederich Merz hanno contattato Zelensky, sottolineando la necessità di una "pace dignitosa" e di preservare gli interessi dell'UE e di Kiev. Nessuno ha respinto completamente il piano di Trump, riconoscendo gli sforzi degli Stati Uniti per garantire la sicurezza di Kiev. Tuttavia, i leader europei insistono che la linea del fronte deve essere un punto di partenza per i negoziati.
Il cancelliere tedesco Merz ha anche parlato con Trump e con la premier italiana Giorgia Meloni, mentre von der Leyen e Costa hanno rassicurato Zelensky del loro supporto, sottolineando che nulla sarà deciso senza Kiev. Tuttavia, c'è il timore che queste promesse possano rivelarsi solo un gesto simbolico in un momento critico.