Estero

Cina, 'forti proteste a inviato Tokyo per giudizi premier'

18 novembre 2025
|

La Cina ha ribadito ancora una volta la sua "forte protesta" con l'inviato di Tokyo durante i colloqui tra alti funzionari nella capitale cinese, in merito allo scontro diplomatico tra i due Paesi legato a Taiwan.

"Durante le consultazioni, la Cina ha ancora una volta presentato una forte protesta al Giappone sulle dichiarazioni errate della premier giapponese Sanae Takaichi sulla Cina" e su Taiwan, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning.

Masaaki Kanai, a capo dell'Ufficio degli affari di Asia e Oceania del ministero degli Esteri giapponese, ha incontrato oggi il suo omologo cinese Liu Jinsong.

"La causa principale dell'attuale situazione nelle relazioni tra Cina e Giappone risiede nelle dichiarazioni palesi ed errate della premier giapponese Sanae Takaichi su Taiwan", ha affermato Mao, ripetendo la richiesta di Pechino perché la prima donna alla guida del governo di Tokyo ritratti i suoi commenti.

Takaichi, nota per i suoi stretti legami con Taipei e per la sua posizione filo-taiwanese, ha detto lo scorso 7 novembre, in una sessione parlamentare, che un attacco militare potrebbe rappresentare una "situazione di minaccia per la sopravvivenza" del Giappone, indicando una potenziale risposta con le forze armate nipponiche.

La Cina considera Taiwan una parte "sacra" e "inalienabile" del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario, definendo la questione "un mero affare interno" non di Taiwan è puramente un "affare interno" che non ammette "Interferenze esterne". Tuttavia, la Repubblica popolare, fondata nel 1949, non ha mai governato Taiwan dove i nazionalisti del Kmt si rifugiarono dopo la sconfitta nella guerra civile contro le truppe di Mao Zedong.

Nei colloqui con Liu, si ritiene che Kanai abbia riferito che la premier non ha modificato la posizione del Giappone del comunicato congiunto del 1972. Nel documento, Tokyo ha riconosciuto la Repubblica popolare quale unico governo legittimo della Cina, cambiando la posizione diplomatica ufficiale rispetto a Taiwan, la Repubblica di Cina. Kanai avrebbe sollevato poi la questione di un post sui social media del console cinese a Osaka, Xue Jian, che, sui giudizi di Takaichi, ha minacciato di "tagliare un collo sporco senza un attimo di esitazione".

Dopo l'invito di Pechino ai connazionali a evitare i viaggi in Giappone, i vettori aerei cinesi, secondo i media di Hong Kong, hanno registrato da sabato quasi 500mila cancellazioni di biglietti verso il Sol Levante, il 32% delle prenotazioni totali. Il South China Morning Post ha citato l'analista Li Hanming, per il quale le compagnie della Cina hanno visto la cancellazione di biglietti 27 volte superiori alle nuove prenotazioni.