Il governo dello Stato australiano di Victoria (capitale Melbourne) ha sottoscritto e formalizzato come legge del parlamento il primo trattato statale con i proprietari tradizionali indigeni.
Una legge definita "storica" dall'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite. Mentre i trattati con popoli indigeni sono comuni in paesi colonizzati dai britannici, come Canada e Nuova Zelanda, l'Australia era rimasta finora l'eccezione. L'assenza di trattati è stata a lungo un promemoria della negazione dei diritti dei popoli indigeni, a partire dal diritto alla terra, attraverso la storia coloniale dell'Australia.
Nonostante innumerevoli promesse di un trattato, a livello federale oltre che degli stati, e generazioni di attivismo dei popoli indigeni, nessuno dei governi australiani, federale e statali, aveva finora raggiunto questo punto. Oggi il trattato vincolante è stato formalmente sottoscritto dai copresidenti della First People Assembly, dalla premier del Victoria Jacinta Allan e dalla ministra per il trattato Natalie Hutchins.
La copresidente della First People Assembly del Victoria, Ngarra Murray ha descritto il trattato come "una promessa". "Oggi segna una svolta nella storia della nostra nazione, un momento in cui vecchie ferite possono cominciare a guarire e nuove relazioni possono essere fondate su verità, giustizia e rispetto reciproco", ha detto. La premier Jacinta Allan ha detto che la firma del trattato segna "un nuovo capitolo" nella storia dello stato. "Un capitolo che unisce le più antiche culture ininterrotte nella storia umana con le più moderne istituzioni del nostro stato. E' un capitolo fondato sulla verità, guidato dal rispetto e portato avanti attraverso partnership. Una partnership per costruire uno stato più forte, più equo per tutti. E' questo che il trattato davvero significa", ha aggiunto.
Il documento di 34 pagine documenta ciò che lo stato e la First People Assembly - un ente eletto che rappresenta gli aborigeni del Victoria, hanno concordato in seguito a mesi di negoziati. Descrive il duraturo legame del popolo aborigeno con la terra ora conosciuta come Victoria e dichiara: "Questa terra non è mai stata vuota, mai non rivendicata. La finzione di terra non appartenente a nessuno ha ignorato chi era già qui".