Maria Zakharova, parlando ieri in conferenza stampa, aveva detto che Mosca a più riprese ha avuto assicurazioni dalla dirigenza serba di uno stretto controllo sull'export di armamenti prodotti in Serbia, e che essi non verranno forniti all'Ucraina. La portavoce aveva fatto tali affermazioni commentando, su richiesta di un giornalista, le affermazioni di Vucic in una intervista a un organo di stampa tedesco sulla disponibilità della Serbia a vendere munizioni all'Unione europea. E aveva aggiunto che, se le parole di Vucic siano state male interpretate dai media, un chiarimento ufficiale lo dovrebbe dare l'ufficio stampa del presidente serbo. Vucic, nella sua intervista alla tv pubblica, ha ribadito lo stretto controllo che Belgrado effettua sugli armamenti che esporta, affinché non vengano consegnate a Paesi terzi. E tuttavia c'è qualcuno che non è soddisfatto, ha detto. Non sono soddisfatti neanche del fatto che solo la Serbia consente di operare sul suo territorio ai media russi. "Nessun altro Paese lo fa, nemmeno l'Ungheria, la Slovacchia, la Bulgaria. Solo la Serbia permette di operare ai media russi, da Sputnik a Russia Today e ad altri. Solo da noi vi è la dittatura che consente il pluralismo mediatico. E solo noi abbiamo collegamenti aerei diretti (con la Russia). Sono presidente di questo Paese e il mio dovere è fare gli interessi della Serbia", ha affermato Vucic.
"Sorpresa" per le affermazioni di Zakharova e le insinuazioni sulle presunte forniture di armi all'Ucraina aveva espresso oggi anche Nevena Jovanovic, segretaria di stato al ministero degli Esteri serbo. "La Serbia, aveva detto, è un Paese sovrano e indipendente che prende le sue decisioni esclusivamente sulla base dei suoi interessi nazionali. Dai rappresentanti di Paesi amici, così come dai portavoce ufficiali della loro istituzioni, ci aspettiamo il rispetto di tale situazione", ha affermato Jovanovic, che ha sottolineato come la Serbia sia l'unico Paese in Europa a non aver imposto sanzioni alla Russia.