Forze speciali ucraine con la direzione centrale dei servizi segreti del ministero della difesa di Kiev (Gur) hanno avviato una complessa operazione anfibia di infiltrazione a Pokrovsk, per compiere un contrattacco e tentare di rompere la morsa dell'assedio russo alla città del Donetsk, in Donbass.
Lo riporta la società pubblica di radiodiffusione di Kiev Suspilne. Squadre d'assalto dei servizi segreti militari sono entrate in aree della città considerate sotto controllo russo.
Si sottolinea che queste aree sono considerate di importanza strategica per la logistica ucraina. Il direttore dei servizi segreti militari ucraini Kirylo Budanov è sul posto e sta dirigendo personalmente l'operazione.
Ieri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che le truppe russe avevano concentrato circa 170'000 soldati nei pressi di Pokrovsk e, pur negando la presa della città da parte di russi, ha ammesso che la situazione era "difficile".
Intanto l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha rilevato nuovi danni alle linee elettriche che alimentano dall'esterno la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia. La scoperta è avvenuta durante i lavori di riparazione delle linee esterne che alimentano il più grande impianto nucleare d'Europa, rende noto il direttore generale dell'agenzia dell'Onu, Rafael Grossi, in una nota pubblicata sul sito della stessa Aiea.
"Durante i lavori di riparazione per ripristinare l'alimentazione esterna della centrale, che hanno posto fine a un mese intero senza elettricità esterna, l'Aiea ha confermato di aver rilevato ulteriori danni alla linea di riserva Ferosplavna-1, situata a circa 1,8 chilometri dal piazzale di manovra della centrale termoelettrica di Zaporizhzhia", scrive Grossi. "Il ripristino di questa linea elettrica è essenziale per migliorare la fragile situazione di sicurezza nucleare del sito".
Sebbene i sei reattori della centrale siano fermi da oltre tre anni e non generino elettricità - ricorda l'Aiea nel suo comunicato -, necessitano comunque di una fornitura di energia stabile per il funzionamento dei sistemi di sicurezza essenziali, tra cui le pompe di raffreddamento e altre apparecchiature di sicurezza nucleare. Nell'ultimo mese, questi sistemi sono stati alimentati da generatori diesel di emergenza, a sottolineare la continua vulnerabilità della centrale nel contesto del conflitto.