Estero

USA offrono ad Hamas un passaggio sicuro a Gaza

31 ottobre 2025
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Pur di preservare il fragile cessate il fuoco, che registra tre nuovi morti tra i palestinesi, gli Stati Uniti hanno offerto ai militanti del movimento islamista palestinese Hamas un passaggio sicuro dalle aree di Gaza in mano ad Israele verso le zone sotto il controllo del gruppo.

Intanto la Turchia ha reso noto che lunedì a Istanbul si terrà un vertice di ministri degli esteri di paesi musulmani (Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania, Pakistan, Indonesia, Arabia Saudita ed Egitto) per discutere della situazione del cessate il fuoco nella Striscia.

Washington, ha svelato il sito statunitense di notizie politiche Axios, ha notificato ad Hamas tramite Egitto e Qatar che aveva 24 ore per sfollare i propri combattenti dalla zona a est della Linea gialla (il limite dietro il quale l'esercito israeliano si è ritirato in base alle mappe del piano per un cessate il fuoco del presidente statunitense Donald Trump) e che, dopo quel termine - scaduto alle 20.00 locali di ieri - Israele avrebbe potuto colpire obiettivi dei militanti oltre tale linea.

Una decisione alla quale il Cairo e Doha hanno dato il "via libera". L'obiettivo della proposta statunitense era stabilizzare il cessate il fuoco e liberare dalla presenza di militanti di Hamas la metà circa di Gaza controllata da Israele. Secondo un alto ufficiale dell'esercito dello Stato ebraico (Idf), fino a ieri sera nessun militante aveva effettivamente attraversato la zona: l'offerta pare quindi caduta nel vuoto.

Scontri tra le forze israeliane e militanti di Hamas nascosti in tunnel nell'area sotto controllo israeliano hanno portato a due rotture significative della tregua. Martedì, miliziani di Hamas sono emersi da un tunnel e hanno sparato contro le truppe israeliane, uccidendo una persona, secondo l'Idf.

Gli israeliani hanno dichiarato la violazione del cessate il fuoco e hanno lanciato massicci attacchi aerei che hanno ucciso oltre 100 palestinesi, tra cui donne e bambini, prima di far tornare nuovamente a tacere le armi. Hamas ha affermato di non aver ordinato quell'attacco e di aver perso i contatti con i militanti rimasti nelle aree controllate dall'esercito israeliano. Trump ha riconosciuto pubblicamente che Hamas ha violato la tregua e ha appoggiato la risposta israeliana, ma dietro le quinte alti funzionari della Casa Bianca hanno ritenuto la reazione sproporzionata.

Un alto ufficiale dell'Idf ha riferito che ci sono ancora decine di militanti di Hamas nascosti nei tunnel sul lato israeliano della Linea gialla, in particolare nelle città di Khan Younis e Rafah. "Queste sono sacche che non sono state sgomberate. Stiamo lavorando a una bonifica completa e sistematica di queste aree", ha detto l'ufficiale. "Man mano che stringiamo il controllo e ci avviciniamo a loro, escono dai tunnel e attaccano le nostre forze, provocando una risposta intensa da parte nostra che porta a un'escalation".

Attualmente il cessate il fuoco regge, ma non mancano rotture isolate, come quella che ha portato alla morte di tre palestinesi in seguito ad attacchi israeliani.

Agenti di Hamas, accompagnati dal personale della Croce Rossa, hanno ripreso intanto le ricerche degli ultimi undici corpi degli ostaggi deceduti nel territorio controllato dall'Idf, mentre Israele ha restituito i corpi di altri 30 palestinesi a Gaza.

Le operazioni umanitarie nella Striscia però restano ancora fortemente limitate, come ha riferito il viceportavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq in una conferenza stampa.

Sale anche la tensione tra Turchia e Israele, che ha messo il veto alla presenza di truppe di Ankara a Gaza: "Hamas è stata meticolosa nel rispettare l'accordo (di cessate il fuoco per Gaza), mentre Israele sembra cercare una scusa per violarlo e riprendere i suoi massacri", ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sottolineando "la pessima reputazione di Israele nel mantenere le promesse".