I no ponte gioiscono. Si riaccendono gli animi degli espropriandi che vedevano sempre più vicino il rischio di abbandonare la propria casa, magari l'unica e dove vivono da decenni. I vari comitati contrari al ponte sullo Stretto, dopo il mancato visto della corte dei conti, hanno annunciato una grande manifestazione per il 29 novembre a Messina.
Mariella Valbruzzi, tra le organizzatrici del corteo dice: "La battaglia non è ancora finita e proprio per questo sabato 29 novembre scenderemo in piazza". La manifestazione è organizzata dal "Comitato Corteo No ponte 29 Novembre" che racchiude i "No ponte - Capo Peloro" e "Invece del ponte", lo "Spazio No ponte", la Cgil, il Partito democratico, il Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra Italiana e altre associazioni locali e nazionali. Lo slogan scelto è "Giù le mani dallo Stretto di Messina".
La sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, dice di non essere sorpresa dalla decisione della Corte dei conti: "Gli stessi vizi di legittimità sulla procedura, le violazioni del diritto euro unitario in tema di appalti e di tutela ambientale e le perplessità sulle stime di traffico erano già stati posti alla base del ricorso presentato dal nostro Comune al Tar del Lazio nel dicembre del 2024".
Il sindaco di Messina Federico Basile si tiene sul filo della neutralità: "Il parere della Corte dei conti andrà letto con attenzione nelle sue motivazioni, per capire se le questioni sollevate sono di natura contabile o amministrativa, legate cioè alla legittimità degli atti. È un approfondimento necessario, perché si tratta di uno stop che probabilmente neppure il Governo si aspettava". L'amministrazione comunale, andrà avanti nella "difesa del nostro territorio rispetto a un'opera che incide inevitabilmente sull'equilibrio territoriale e ambientale" .
"La nostra visione di città non nasce e non dipende dal Ponte", dice il sindaco. "Abbiamo già da tempo progettato lo sviluppo di Messina senza legare il suo futuro a quest'opera. È chiaro se il Governo deciderà di andare avanti con la realizzazione del Ponte, noi non potremo limitarci a subirne gli effetti, ma dovremo cogliere l'occasione per definire un vero piano strategico dello Stretto, che accompagni l'opera con interventi mirati a migliorare la qualità della vita e lo sviluppo della città. Ecco perché serve una legge speciale su Messina".
"Non è la Corte dei Conti che blocca il Ponte sullo Stretto di Messina. È la Costituzione" dice Daniele Ialacqua, del comitato "No Ponte - Capo Peloro" che ha supportato gli espropriandi. E l'ex sindaco messinese Renato Accorinti, leader no ponte della prima ora spiega: "A Messina abbiamo mille problemi: la disoccupazione, la crisi economica, i collegamenti, ma per nessuno di questi ho mai visto la mobilitazione che vedo contro il Ponte sullo Stretto che è un pericoloso obbrobrio".