(Ha suscitato critiche in Giappone, da parte dell'opposizione e dell'opinione pubblica, la scelta di nominare sette parlamentari del Partito Liberal-democratico (Ldp) che nelle precedenti legislature erano stati coinvolti nello scandalo dei fondi non dichiarati. In una riunione straordinaria di gabinetto, il nuovo governo guidato dalla premier Sanae Takaichi ha approvato un pacchetto complessivo di 54 incarichi, tra cui 26 vice ministri e 28 segretari parlamentari.
Lo scandalo, emerso nel 2023, riguardava la mancata dichiarazione di fondi ottenuti tramite eventi con campagne di finanziamento da parte di fazioni interne all'Ldp. Una vicenda che ha contribuito alla perdita della maggioranza del partito alla Camera bassa nelle elezioni del 2024, e continua a erodere la fiducia pubblica sulla base dei più recenti sondaggi. Tutti e sette i nuovi vice-ministri appartengono alla fazione più coinvolta nel sistema: quella di Shinzo Abe, il premier assassinato nel 2023 e considerato il mentore di Takaichi. La leader conservatrice ha difeso le sue scelte, sostenendo che la questione dei fondi "non influisce sulle decisioni di personale" e che i parlamentari interessati "hanno già assolto le proprie responsabilità attraverso misure disciplinari o il giudizio degli elettori".
Il capo di gabinetto Minoru Kihara ha ribadito che le nomine sono avvenute "sulla base del merito" e secondo "il principio della partecipazione di tutte le generazioni". La neo premier aveva già sollevato polemiche all'indomani della sua vittoria alle elezioni interne del partito, il 4 ottobre, nominando Koichi Hagiuda - esponente di spicco coinvolto nel caso e stretto collaboratore di Abe - a segretario generale esecutivo. Più in generale, nella composizione del nuovo esecutivo - composto da 19 membri - Takaichi ha scelto quattro parlamentari che l'avevano sostenuta nella corsa alla presidenza dell'Ldp, ma solo due donne hanno ottenuto incarichi ministeriali, segnando un arretramento rispetto al record storico di cinque ministre.