Estero

Parolin, 'inaccettabili blitz coloni contro cristiani'

21 ottobre 2025
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Le violenze dei coloni israeliani sono ingiustificate e inaccettabili. In questi mesi hanno colpito anche la comunità cristiana, piccola minoranza che vive in Israele tra tante difficoltà.

A condannare quello che accade in Cisgiordania, spesso finita sotto il cono d'ombra del più grave conflitto a Gaza, è il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.

"Non riusciamo a capire perché i cristiani che vivono la loro vita normale sono oggetto di tanto accanimento. Parlare di persecuzione è un po' problematico ma sicuramente sono situazioni che non possiamo accettare", ha detto a margine della presentazione del rapporto sulla libertà religiosa presentato dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs).

La libertà religiosa "è una pietra d'angolo di qualsiasi società giusta", ha sottolineato Papa Leone in un messaggio sui social nel giorno in cui vengono diffusi i dati sulla persecuzione nel mondo a causa della fede.

Il Rapporto internazionale evidenzia che in due terzi del mondo la libertà religiosa non è pienamente garantita. Ma i conflitti, come quello in Medio Oriente, ma non solo, hanno acuito il problema negli ultimi anni. "I cristiani in Israele hanno sperimentato un livello di violenza e ostilità senza precedenti: estremisti ebraici hanno preso di mira istituzioni e leader ecclesiali", sottolinea il dossier, parlando specificatamente della situazione dopo il 7 ottobre.

"La coalizione di estrema destra guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu ha accentuato le divisioni etniche e religiose", rileva ancora il Rapporto. Acs evidenzia anche che "il crollo del turismo religioso ha aggravato le difficoltà economiche delle comunità cristiane in Terra Santa". Il conflitto ha anche innescato "un'ondata di antisemitismo in tutta la regione" mediorientale, si legge nello stesso rapporto.

La violenza dei coloni contro i cristiani preoccupa la Santa Sede ma anche tutte le chiese di Gerusalemme. Gli attacchi più frequenti sono stati contro l'unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania, Taybeh. Una situazione che aveva portato tutti i Capi a Patriarchi delle Chiese di Gerusalemme a denunciare, qualche mese fa, "un allarmante schema di violenza dei coloni contro le comunità della Cisgiordania, comprese le loro case, i loro luoghi sacri e i loro stili di vita".

Il Rapporto evidenza che la mancanza di libertà religiosa interessa decine di Paesi e si estende anche ad aree del pianeta che sembrerebbero immuni da queste restrizioni, come l'Europa e il Nord America.