Una donna diventa per la prima volta presidente del partito conservatore in Giappone, attualmente alla guida della coalizione di governo, preparando il campo alla sua elezione a premier: una novità assoluta nel Paese del Sol Levante, quarta economia mondiale ma fanalino di coda nella parità di genere, al 118mo posto nel Global Gender Gap Report 2025.
La nomina della 64enne Sanae Takaichi, conosciuta per le sue posizioni intransigenti, tuttavia non è simbolo di una scelta femminista, dicono gli analisti. In un ballottaggio serrato - che ha mostrato le pesanti divisioni del partito Liberal-democratico (Ldp) - Takaichi ha battuto il favorito Shinjiro Koizumi, ottenendo 185 voti contro i 156 del candidato rivale.
Vicina all'ex premier Shinzo Abe, assassinato nel luglio 2022, di cui rivendica l'eredità politica e ideologica, ha costruito la sua carriera trentennale su un'agenda nazionalista e conservatrice: a partire dal sostegno all'Abenomics, guardando con favore a una maggiore spesa pubblica e a un allentamento monetario. In politica estera è considerata un falco, con posizioni dure verso i due principali Paesi vicini, la Cina e la Corea del Sud. Già ministra della Sicurezza Economica e a capo degli Interni, ha promesso una politica fiscale espansiva per fronteggiare l'inflazione e la stagnazione dei salari, proponendo tagli alle tasse sulla benzina, incentivi ai governi locali e sussidi diretti ai cittadini con bassi redditi.
Pur tentando di moderare i toni durante l'ultima campagna elettorale, Takaichi ha mantenuto saldi i suoi principi, "un elemento di coerenza" sostengono gli osservatori, che gli è valsa la fiducia delle frange più tradizionaliste del partito. È contraria ad esempio al matrimonio tra persone dello stesso sesso, e si oppone alla riforma della legge che impone alle coppie sposate di condividere un unico cognome, norma che penalizza soprattutto le donne. È una ferma sostenitrice del principio della primogenitura maschile nella famiglia imperiale del Giappone, la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo senza aver subito interruzioni, a partire dal 660 a.C., che esclude le donne dalla linea di successione. Tra i temi più controversi della sua carriera politica, le regolari visite al santuario Yasukuni, al centro di Tokyo, un luogo visto all'estero come simbolo del passato militarista del Giappone. Ex batterista in una band heavy metal e motociclista ai tempi dell'università, oggi Takaichi si presenta come erede spirituale di Margaret Thatcher.
La sua nomina a premier, quasi certa, per via di un'opposizione frammentata, sarà formalizzata in una sessione straordinaria del parlamento e attesa per metà ottobre. Gli osservatori politici avvertono: non sarà una figura conciliatrice. Di certo la perdita della maggioranza dell'Ldp in entrambe le aule del Parlamento, sotto la guida del suo predecessore Shigeru Ishiba, dilata la fase di incertezza, imponendo da subito al suo partito maggiori aperture e concessioni per impedire uno stallo dell'attività legislativa. "Abbandonerò l'idea di work-life balance e darò la priorità al lavoro, lavoro, e lavoro. E mi aspetto che lo facciano anche gli altri", ha dichiarato sul palco subito dopo la sua affermazione.