Estero

Stretta sui migranti a Tobruk, 800 arresti durante un'operazione di sicurezza

Operazione ordinata dal vice comandante in capo Saddam Khalifa Haftar; gli arrestati trasferiti al centro di detenzione di Derna in attesa di rimpatrio

2 giugno 2026
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Un'operazione di sicurezza su vasta scala contro i migranti irregolari è stata lanciata a Tobruk per ordine del vice comandante in capo della Libia orientale, il feldmaresciallo Saddam Khalifa Haftar. Retate sono state effettuate nei luoghi di residenza e di incontro dei migranti con almeno 800 arresti.

L'operazione si è svolta sotto la diretta supervisione del generale Osama Al-Kish, direttore della Sicurezza di Al-Butnan, e con la partecipazione dei vertici delle forze di sicurezza regionali, "nell'ambito degli sforzi - scrive la sicurezza libica sui social - volti a rafforzare lo stato di diritto, la sicurezza e la stabilità".

Gli arrestati, di varie nazionalità, sono stati tutti trasferiti al centro di detenzione della sede di Derna dell'Agenzia per il Controllo dell'Immigrazione Illegale in attesa del completamento delle "procedure di legge" e in vista del rimpatrio nei rispettivi Paesi d'origine.

"Questa operazione si inserisce in un piano di sicurezza globale e in corso - afferma la sicurezza libica - volto a contrastare i fenomeni dannosi e a reprimere tutte le pratiche illegali che minacciano la sicurezza pubblica garantendo così la sicurezza dei cittadini e preservando la stabilità della regione".

Analoghe operazioni si sono svolte a Sirte e anche a Tripoli sta montando un movimento popolare contro gli immigrati. In una riunione del Consiglio sociale è stato approvato un documento in cui si afferma di voler contrastare ogni tentativo di "imporre una nuova realtà demografica attraverso politiche di insediamento 'morbide' per i migranti", che rappresentano - afferma il documento - "una minaccia esistenziale e diretta alla nostra identità e al nostro tessuto sociale".

Si chiede quindi "l'immediato allineamento con tutte le città e regioni per ergerci a barriera invalicabile di fronte alla causa della nazione" e "la punizione di chiunque agevoli o partecipi alla manomissione della sovranità dello Stato".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni