Il relatore speciale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per le minoranze, lo svizzero Nicolas Levrat, e oltre trenta suoi omologhi sono inquieti per alcuni punti del piano di pace di Donald Trump per Gaza. Ricevono invece un plauso quelli riguardanti il cessate il fuoco, la liberazione dei detenuti e l'assistenza umanitaria.
Gli esperti indipendenti, che non si esprimono a nome dell'ONU, appoggiano pure il previsto ritiro delle forze armate israeliane e la rinuncia all'annessione di territori da parte dello stato ebraico. Tuttavia mettono in guardia dall'adottare il principio della pace "a tutti i costi", che potrebbe scatenare "maggiore ingiustizia, future violenze e instabilità", avvertono.
Al presidente statunitense viene pure chiesto di elaborare un piano che sia conforme al diritto internazionale. Il pool ritiene infatti che quello attuale violi le ordinanze della Corte internazionale di giustizia (CIG) e sia soggetto a "precondizioni" come un dialogo con Israele, nonostante il completo rifiuto da parte del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di qualsiasi stato palestinese.
Un altro problema segnalato è lo scenario di un governo provvisorio senza autorità palestinesi e il "Comitato per Gaza" diretto dallo stesso Trump, le cui posizioni sono vicine a quelle di Israele. La presenza di una forza internazionale a gestire le questioni di sicurezza non farebbe che "sostituire l'occupazione israeliana con un'altra, guidata dagli Stati Uniti".
Tra i diversi rimproveri mossi al piano figurano anche il "perimetro di sicurezza" previsto per Israele, l'assenza di compensazioni per i danni di guerra, l'amnistia incondizionata per i membri di Hamas che deporranno le armi e la liberazione soltanto parziale dei "numerosi palestinesi detenuti arbitrariamente". Infine i relatori criticano la mancanza di azioni legali contro Israele.