Estero

Berset chiede un nuovo patto per rafforzare la sicurezza democratica in Europa

Il segretario generale del Consiglio d'Europa avverte che disinformazione e interferenze esterne minacciano le istituzioni democratiche

2 ottobre 2025
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Il segretario generale del Consiglio d'Europa Alain Berset vuole rafforzare, oltre alla sicurezza militare, anche la sicurezza democratica in Europa. Oggi, al vertice della Comunità politica europea a Copenaghen, ha parlato di un nuovo patto per proteggere la democrazia in Europa dalle ingerenze straniere e dalla disinformazione.

Parallelamente al miliardario riarmo militare in Europa, si osserva un arretramento della democrazia nel continente, ha dichiarato l'ex consigliere federale. "La nostra prima linea di difesa sono istituzioni solide, processi democratici solidi, e noi abbiamo bisogno di una sicurezza democratica."

"Pensiamo solo a cosa accadrebbe se investissimo nei prossimi dieci anni centinaia di miliardi in massima sicurezza, armi, sistemi militari, senza avere delle istituzioni solide, democratiche, efficaci. Noi abbiamo bisogno di entrambe le cose. E questa divisione tra sicurezza militare e soft power è obsoleta, abbiamo bisogno di entrambi", ha sottolineato Berset.

"È un diritto investire tanto nella difesa militare, ma allora dobbiamo fare altrettanto nella sicurezza democratica. Dobbiamo combattere la disinformazione, dobbiamo combattere contro le interferenze esterne, ed è di questo che dobbiamo parlare qui", ha ammonito il segretario generale del Consiglio d'Europa.

I processi democratici, come le elezioni, devono essere protetti dalla disinformazione. Non serve a nulla avere un'Europa armata fino ai denti se tra 10 o 15 anni partiti estremisti - che potrebbero anche essere filorussi - dovessero vincere elezioni democratiche, ha aggiunto il friburghese.

Anche la Svizzera è a rischio

Alle elezioni in Moldavia, in Romania e in Germania si sono osservate ingerenze straniere. Anche alle elezioni federali del 2023, ha aggiunto Berset, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) aveva segnalato di aver ricevuto indizi di possibili interferenze estere prima del voto.

L'esempio della Moldavia di domenica scorsa è stato però positivo, poiché non si sono verificati i problemi temuti. Ciò dimostra che esistono metodi per contrastare la disinformazione e l'ingerenza straniera, ha ancora sottolineato l'ex consigliere federale.

Il Consiglio d'Europa vuole ora sancire questi metodi nel cosiddetto "nuovo patto per la democrazia", come lo definisce Berset. Stando a documenti dell'organizzazione, i capi di Stato e di governo dei 46 paesi membri ne discuteranno in occasione di un vertice previsto per il 2026.