Un diluvio di bombe, dodici ore di raid: è stata l'ennesima notte da incubo per l'Ucraina a fronte di uno dei più massicci attacchi russi degli ultimi mesi, che ha spinto anche la Polonia a far decollare i suoi jet per proteggere i confini. Almeno quattro morti a Kiev e 70 feriti in varie regioni del Paese il bilancio provvisorio di questo atto "vile", ha denunciato Volodymyr Zelensky, mentre Mosca ha rivendicato, come spesso accade, di aver preso di mira soltanto "obiettivi militari".
Segnali di escalation che tengono in allerta l'Ue, dopo i nuovi avvistamenti di droni sospetti in Danimarca, a pochi giorni del vertice dei 27 a Copenaghen. Il leader ucraino ha chiamato in causa anche l'Italia, come esempio di Paese che potrebbe diventare un prossimo bersaglio di incursioni dal cielo, ma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato: "Putin non ci attaccherà".
Sono state undici le regioni ucraine colpite dai raid russi, hanno reso noto il ministro dell'interno Igor Klymenko. Nella capitale una ragazzina di dodici anni è stata ritrovata senza vita sotto le macerie di un edificio residenziale. Altre due persone uccise si trovavano in un istituto medico. Zelensky ha pubblicato foto di edifici residenziali in fiamme, ed i giornalisti dell'Afp hanno visto i soccorritori usare macchinari pesanti tra i palazzi quasi distrutti.
Secondo lo stato maggiore i russi hanno lanciato 643 droni e razzi, inclusi missili da crociera, sull'Ucraina orientale, centrale e meridionale. Varsavia ha chiuso il suo spazio aereo nei pressi di due città del sud-est, ha fatto decollare i caccia per monitorare la situazione ed ha messo in stato di allerta i sistemi di difesa aerea terrestre: sistemi utilizzati nei giorni scorsi proprio per abbattere droni non identificati.
Dopo i raid Zelensky ha parlato al telefono con Mark Rutte. Nello scambio con il segretario generale della Nato si è discusso anche di come rafforzare il programma Purl (Priority Ukraine Needs List), iniziativa lanciata in estate da Washington e Alleanza Atlantica per consentire agli europei e al Canada di acquistare armi americane da spedire in Ucraina. Un sistema Patriot è arrivato a Kiev da Israele, altri due dovrebbero arrivare a breve, ha riferito Zelensky. Il leader ucraino ha sentito anche il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, aggiungendo di aver discusso con quest'ultimo "del recente aumento degli incidenti con droni in Europa".
Proprio a causa delle ripetute incursioni sospette sui cieli scandinavi, il governo danese ha deciso di vietare tutti i voli civili di droni in tutto il paese questa settimana per garantire la sicurezza del Consiglio Ue informale che si terrà a Copenaghen il primo ottobre. In precedenza l'esercito aveva confermato l'avvistamento di velivoli senza pilota sopra siti militari per la seconda notte consecutiva.
La Russia ha sempre negato di essere responsabile delle incursioni con droni e caccia o di pianificare di attaccare qualsiasi paese della Nato, ma tra i membri dell'Alleanza si è fatta strada l'idea che Mosca voglia testare i tempi di reazione europea e dare una prova della sua determinazione a raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina. Di "messaggi politici" più che "militari" ha parlato anche il vicepremier italiano Antonio Tajani, dopo quella frase "l'Italia potrebbe essere la prossima" scritta in un post su X di Zelensky per mettere in guardia gli europei dalle provocazione russe.
"Putin ha un'aggressività inaccettabile, però non credo assolutamente che voglia attaccare l'Italia, questo lo posso smentire. Comunque la nostra difesa aerea è sempre vigile e attenta, l'efficienza dell'aeronautica militare è sempre alta sia a terra sia in cielo", ha detto il titolare della Farnesina. Lanciando un appello a "non drammatizzare", perché anche dal confronto con il ministro Crosetto "non ci risulta nulla di preoccupante per il nostro Paese".