"Non riusciamo a capire ciò che il governo israeliano sta facendo nella Striscia di Gaza. Imploriamo ed esigiamo di fermare subito questo massacro": lo ha detto il re di Spagna, Felipe VI, intervenendo all'Assemblea generale dell'Onu a New York. Il monarca iberico ha ribadito la condanna "al terrorismo di Hamas" e "il riconoscimento del diritto di Israele a difendersi", soffermandosi però in particolare sulla "devastazione" a Gaza.
"Non possiamo rimanere in silenzio o girarci dall'altra parte di fronte alla distruzione, i bombardamenti anche di ospedali, scuole e rifugi, di fronte a così tante morti nella popolazione civile, la carestia o gli sfollamenti forzati di centinaia di migliaia di persone. Con che destinazione?", ha sostenuto, definendo "atti aberranti", che "provocano vergogna nella comunità internazionale", quelli commessi dall'esercito israeliano sui civili palestinesi.
Felipe ha fatto appello a "una soluzione viabile che contempli l'esistenza di due Stati, Israele e Palestina. E ha anche fatto riferimento alla guerra in Ucraina: un conflitto dovuto a "un'aggressione non provocata e ingiustificabile da parte della Russia", ha affermato, prima di garantire che la Spagna "continuerà ad appoggiare tutti gli sforzi volti a ottenere una pace giusta e duratura".
Le Nazioni Unite "non sono solo utili, sono imprescindibili e insostituibili", ha proseguito il re di Spagna. "Credere nelle Nazioni Unite", ha aggiunto, è credere "nell'universalità di principi e valori raccolti nella sua Carta", così come nella Dichiarazione universale dei diritti umani, ed "eludere la tentazione di modularli con particolarismi e relativismi ed eccezioni".
"Un mondo senza norme è una terra sconosciuta, un tempo senza norme è un Medioevo", ha anche detto Felipe VI, che ha rivolto un appello in favore "dell'impegno" di "tutti gli Stati membri" per appoggiare l'Onu.