La Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria di una quarantina di imbarcazioni diretta a Gaza, ha respinto la proposta di Israele di trasferire il carico di aiuti diretti alla Striscia nel porto israeliano di Ashkelon e ha messo in guardia contro la strategia delle autorità israeliane per "ostruire la consegna degli aiuti umanitari a Gaza" e il rischio di "possibili rappresaglie" per il diniego.
"I precedenti di Israele di intercettare le navi, bloccare i convogli e limitare le rotte dimostrano che la sua intenzione non è facilitare gli aiuti umanitari, ma di controllarli, ritardarli e negarli", avvertono gli attivisti della Flotilla in un comunicato sui social.
In questo senso, la Global Sumud Flotilla ricorda che dal maggio scorso Israele ha consentito l'entrata a Gaza di una media di 70 camion al giorno, quando le agenzie delle Nazioni stimano che ne sarebbero necessari fra 500 e 600 per coprire il fabbisogno quotidiano di beni primari per la popolazione gazawi.
Allo stesso tempo, per la spedizione, la proposta di Israele di sbarcare gli aiuti per i palestinesi ad Ashkelon non è una richiesta neutrale, ma "una strategia per ostruire in maniera deliberata" la loro consegna a Gaza.
Global Sumud Fotilla avverte che Israele "prepara il terreno" per rispondere violentemente contro i suoi equipaggi, che "agiscono legalmente per prestare aiuti", nel presentare "una missione umanitaria pacifica come una violazione della legge".
Gli attivisti esortano, infine, la comunità internazionale a non interpretare le dichiarazioni di Israele come mere istruzioni operative, poiché rappresentano "la continuazione del blocco che, secondo investigatori dell'Onu è parte del genocidio in corso a Gaza".