Estero

Scontro su Gaza e Ucraina, il tutti contro tutti all'ONU

20 settembre 2025
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Le guerre a Gaza e in Ucraina, e il riconoscimento dello Stato palestinese, dominano l'agenda dei quasi 150 leader mondiali (tra loro Karin Keller-Sutter) in arrivo a New York per l'80esimo vertice dell'Assemblea generale dell'ONU.

Il tutto sullo sfondo del ritorno sullo scranno del Palazzo di Vetro di Donald Trump, che con il suo "America first" sta mettendo a dura prova il multilateralismo e che con l'appoggio incondizionato a Israele nella Striscia sta isolando gli Stati Uniti.

"Ci stiamo riunendo in acque turbolente, persino inesplorate", sottolinea il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: "Le divisioni geopolitiche si allargano. I conflitti infuriano. L'impunità aumenta. E la cooperazione internazionale è messa a dura prova da pressioni mai viste prima".

Al centro dell'attenzione c'è la situazione in Medio Oriente, con la guerra tra Israele e Hamas a Gaza e il disastro umanitario nella Striscia.

E prima del via ai discorsi di alto livello, i leader si riuniranno lunedì per un vertice ospitato da Francia e Arabia Saudita che mira a dare slancio alla soluzione dei due Stati, dopo che 142 paesi hanno votato una risoluzione per attuarla, col voto contrario degli USA.

È atteso il riconoscimento della Palestina (senza Hamas) da vari Stati, tra cui Francia, Gran Bretagna, Malta, Canada, Australia e Belgio, nonostante la netta opposizione americana.

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (ANP) Abu Mazen non sarà presente di persona dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato che non gli concederanno il visto, ma parteciperà in videoconferenza sia al vertice di lunedì che al suo discorso al dibattito generale, previsto per giovedì.

Mentre il premier israeliano Benyamin Netanyahu, ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI) per presunti crimini di guerra e contro l'umanità a Gaza (che lo Stato ebraico nega), è atteso di persona e parlerà venerdì.

Un altro conflitto in cima all'agenda delle Nazioni Unite, su cui si prevedono pochi progressi, è la guerra russa in Ucraina, con il presidente Volodymyr Zelensky che chiederà ancora una volta il sostegno internazionale in un momento critico. Il leader di Kiev parlerà davanti all'Assemblea generale mercoledì, mentre martedì pomeriggio dovrebbe partecipare ad una riunione del Consiglio di sicurezza.

Il presidente russo Vladimir Putin (come il suo omologo cinese Xi Jinping), come di consueto non sarà a New York, ma è in arrivo il ministro degli esteri Sergei Lavrov, che a margine dei lavori al Palazzo di Vetro incontrerà anche il segretario di Stato americano Marco Rubio. Occhi puntati anche sulle tensioni nucleari con l'Iran, con la presenza del presidente Masoud Pezeshkian.

Per quanto riguarda il dibattito generale, la prima giornata, martedì, sarà aperta come da tradizione dal leader brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, seguito da Trump, che ha tagliato i finanziamenti statunitensi all'ONU, ha interrotto il coinvolgimento con il Consiglio per i diritti umani, ha esteso la sospensione dei finanziamenti all'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) e ha abbandonato l'UNESCO (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) dopo essere uscito nuovamente all'accordo di Parigi sul clima.

In arrivo a New York anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l'egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Pezeshkian, appunto, il sudcoreano Lee Jae Myung, e il francese Emmanuel Macron, tutti in agenda il primo giorno. Mercoledì invece parlerà Ahmad al-Shara, al suo debutto all'ONU: è la prima volta dal 1967 che il presidente della Siria parlerà direttamente alle Nazioni Unite.

Presenti al Palazzo di Vetro anche il premier britannico Keir Starmer, che interverrà venerdì al dibattito generale, e i vertici dell'UE (il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l'Alta rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas).

La presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter pronuncerà il discorso ufficiale della Svizzera mercoledì. Presente a New York anche il consigliere federale Ignazio Cassis, titolare del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

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