Tokyo si allinea agli Stati Uniti e lo annuncia il ministro Iwaya dopo colloqui con i suoi omologhi; il Dipartimento di Stato apprezza e il WSJ segnala una vendita di armi da 6,4 miliardi
Il governo giapponese si allinea alla volontà degli Stati Uniti, il principale alleato di Tokyo, e conferma che non riconoscerà lo Stato di Palestina alla prossima riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, in programma a New York.
La decisione è stata confermata dal ministro degli Esteri Takeshi Iwaya, dopo aver avuto venerdì colloqui telefonici separati con i suoi omologhi israeliano e palestinese e con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Iwaya ha anche affermato che il Giappone adotterà misure se Israele ostacolerà ulteriormente i tentativi di realizzare una soluzione a due Stati.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha rilasciato una dichiarazione in cui ha espresso gratitudine per la "decisione responsabile" del Giappone, così come il vice portavoce del dipartimento di Stato americano, Mignon Houston, che ha parlato con l'emittente pubblica nipponica NHK, affermando: "Quello che ha fatto il Giappone è ciò che vorremmo vedere". Secondo Houston il riconoscimento dello Stato palestinese in questa fase è "controproducente" e "minerebbe i negoziati di pace".
La decisione del Giappone segue di poche ore le anticipazioni del quotidiano Wall Street Journal, secondo cui l'amministrazione Trump punta ad ottenere il via libera del Congresso alla vendita di armi a Israele per altri 6,4 miliardi di dollari.