Estero

Regno Unito rimpatria un secondo migrante in Francia dopo l'accordo con Parigi

Un cittadino eritreo è stato rimpatriato dopo il rigetto del ricorso dall'Alta Corte; il governo ha inasprito i criteri per i casi di schiavitù moderna

19 settembre 2025
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Il governo laburista britannico ha rispedito in aereo nelle scorse ore verso la Francia un secondo migrante arrivato illegalmente sull'isola attraverso la rotta della Manica, dopo l'intesa raggiunta a luglio tra il premier Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron su uno schema pilota di respingimenti parziali "uno contro uno".

Si tratta di un cittadino eritreo, la cui identità non è stata resa nota, che si è visto respingere un ricorso dall'Alta Corte di Londra in cui i suoi legali affermavano che l'uomo era vittima di traffico di esseri umani e chiedevano quindi di fermare l'espulsione. Ma il giudice non ha riscontrato gli estremi per una sospensione del rimpatrio, dichiarando che c'era "un significativo interesse pubblico a favore dell'espulsione".

La sentenza è arrivata poche ore dopo che il ministero dell'Interno aveva introdotto una stretta sui termini per definire i casi di schiavitù moderna al fine di rendere più difficili i ricorsi contro i rimpatri in Francia.

Prosegue così, anche se a rilento, il tentativo da parte di Starmer di mostrare qualche risultato nel dossier immigrazione e allo stesso tempo contenere l'ascesa nei sondaggi della destra trumpiana britannica di Reform UK, il partito guidato da Nigel Farage. Il primo ministro, proprio ieri, nella conferenza stampa col presidente americano Donald Trump, a seguito del vertice avvenuto nella residenza di Chequers, aveva promesso di accelerare i respingimenti, mentre il leader Usa gli aveva consigliato di ricorrere direttamente all'esercito per fermare i migranti come fatto dagli Stati Uniti.