La Bank of England (BoE) ha annunciato, come da attese, di mantenere i tassi d'interesse britannici invariati al 4%.
La decisione della banca centrale è stata presa alla luce dell'inflazione al 3,8%, molto più alta della media europea e soprattutto dell'obiettivo fissato al 2% dal Regno Unito.
A differenza della Federal Reserve, che negli Usa ha tagliato i tassi di 25 punti base, la BoE ha scelto una via prudente. Sette membri del Monetary Policy Committee hanno votato per mantenere invariato il costo del denaro, mentre solo due si sono espressi per un nuovo taglio dopo quello di un quarto di punto approvato ad agosto.
"Sebbene prevediamo che l'inflazione torni al nostro obiettivo del 2%, non siamo ancora fuori pericolo, quindi eventuali tagli futuri dovranno essere effettuati gradualmente e con cautela", ha dichiarato il governatore della banca centrale, Andrew Bailey. Inoltre è stato sottolineato che la crescita economica resta "contenuta", anche a fronte dei "rischi geopolitici" che potrebbero ulteriormente rallentarla nel Regno e a livello globale, per effetto dei dazi imposti dal presidente americano Donald Trump e delle guerre in Ucraina e a Gaza.
Considerazione quest'ultima negativa per il governo laburista di Keir Starmer già alle prese con una serie di risultati deludenti nell'ambito economico, fra indebitamento pubblico record, inflazione elevata e soprattutto la crescita debole nonostante le promesse di rilanciarla fatte dal primo ministro.