Estero

Bolsonaro condannato a 27 anni per tentato colpo di Stato in Brasile

La sentenza della Corte suprema brasiliana inasprisce le tensioni con gli Stati Uniti e polarizza il paese

12 settembre 2025
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La Corte suprema brasiliana ha condannato l'ex presidente Jair Bolsonaro a 27 anni e tre mesi di detenzione per tentato colpo di Stato, riconoscendolo colpevole di aver guidato un'organizzazione criminale con l'obiettivo di impedire l'insediamento di Luiz Inacio Lula da Silva, dopo le elezioni del 2022.<\/p>

Un provvedimento destinato ad accrescere le tensioni con Washington, che nelle ultime settimane ha usato dazi e sanzioni per ammorbidire - senza riuscirvi - le posizioni di Brasilia nei confronti di uno dei partner politici del presidente statunitense Donald Trump e dei Repubblicani in Sudamerica. Una decisione che anche sul piano nazionale - a un anno dalle presidenziali - rischia di trasformare l'ex capo di Stato in un simbolo per la destra populista globale e radicalizzare l'opposizione, in un paese politicamente ancora molto polarizzato.<\/p>

Non a caso proprio l'inquilino della Casa Bianca è stato tra i primi a reagire di fronte alla notizia. "Sono molto insoddisfatto di questa situazione. Conosco Bolsonaro come leader di un paese. E l'ho sempre considerato una persona molto corretta, un uomo davvero notevole. Penso che" quanto è avvenuto "sia una cosa molto negativa per il Brasile", ha affermato Trump, tracciando un'analogia con la sua storia e l'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021. "È molto simile a quello che hanno cercato di fare con me, ma non ci sono riusciti". Parole a cui si sono aggiunte poi quelle del segretario di Stato, ossia il ministro degli esteri statunitense, Marco Rubio, che ha promesso una "risposta adeguata" degli USA "alla caccia alle streghe".<\/p>

Minacce che non sono cadute nel vuoto. "Se (Trump) prenderà ulteriori provvedimenti sono affari suoi. Reagiremo man mano che le misure verranno adottate", ha risposto un surriscaldato Lula che nel corso di un'intervista televisiva ha persino battuto la mano sul tavolo, promettendo che il suo governo "si opporrà" al disegno di legge sull'amnistia per i condannati per colpo di Stato, attualmente in discussione al Congresso. "Se Trump vivesse in Brasile e avesse fatto quello che ha fatto" Bolsonaro "sarebbe sotto processo anche lui. Perché qui c'è una legge per tutti", ha sostenuto il progressista, sottolineando che "ci sono centinaia di prove" che dimostrano la colpevolezza del leader di destra.<\/p>

Ma la gravità della crisi in corso tra i due paesi non sfugge agli osservatori, con il contesto economico che può aggravare ulteriormente la situazione. Gli Stati Uniti hanno già aumentato i dazi sulle importazioni dal Brasile al 50%, e se la situazione conflittuale si dovesse approfondire con nuove misure, il paese sudamericano potrebbe volgere il suo sguardo ancora di più verso i Paesi del Brics, rafforzando i legami con Mosca e Pechino, con inevitabili conseguenze sugli equilibri geopolitici.<\/p>

Il Brics è un raggruppamento di economie mondiali emergenti, formato dai paesi del precedente Bric (Brasile, Russia, India e Cina) con l'aggiunta di Sudafrica (2010; con il suo ingresso si aggiunse la S alla denominazione), Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran (2024) e Indonesia (2025).<\/p>

Intanto sul piano interno, non sono mancate le critiche per il tono quasi divertito dei giudici della Prima sezione della Corte suprema, mentre in diretta televisiva dibattevano degli anni di pena da infliggere a Bolsonaro e agli altri sette imputati considerati il nucleo del complotto. Tra le dichiarazioni più dure, quella del primogenito dell'ex presidente, il senatore Flavio, che ha denunciato un processo "dal verdetto già scritto", mentre il fratello, il deputato federale Eduardo, dagli Stati Uniti, ha accusato: "Vogliono uccidere Bolsonaro".<\/p>

A brindare è stata invece la sinistra al governo, che ha parlato di "giorno storico per la democrazia". La ministra delle relazioni istituzionali Gleisi Hoffmann ha definito la condanna una "vittoria della sovranità nazionale", mentre il responsabile dell'agricoltura, Paulo Teixeira, ha esultato: "Oggi abbiamo sepolto di nuovo la dittatura".<\/p>