Hei Seki accusato di diffondere falsità e interferire negli affari cinesi.
Pechino ha annunciato sanzioni contro il parlamentare giapponese Hei Seki, accusato di aver criticato duramente il Partito Comunista Cinese e di aver diffuso informazioni false su diverse questioni legate alla Cina. Tra queste, Taiwan, le isole Diaoyu, la storia, lo Xinjiang, il Tibet e Hong Kong.
Il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Seki ha violato la dichiarazione congiunta sino-nipponica del 1972, interferendo negli affari interni della Cina e danneggiando la sua sovranità e integrità territoriale. In risposta, Pechino ha deciso di congelare qualsiasi proprietà di Seki in Cina e ha vietato a organizzazioni e individui cinesi di intrattenere rapporti con lui. Inoltre, Seki e la sua famiglia non potranno ottenere visti né entrare nella Cina continentale, a Hong Kong o a Macao.
Hei Seki, nato in Cina come Shi Ping e poi naturalizzato giapponese, è stato eletto a luglio alla Camera Alta di Tokyo con il Partito dell'innovazione. La sua campagna elettorale si è concentrata su temi come la politica cinese, l'immigrazione e la sovranità nazionale. La decisione di Pechino potrebbe intensificare le tensioni tra Cina e Giappone.
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha sottolineato che Seki, dopo aver acquisito la cittadinanza giapponese, ha collaborato con forze anticinesi e ha lanciato attacchi contro la Cina. Ha anche visitato il santuario Yasukuni, noto per onorare criminali di guerra giapponesi, azione che ha ulteriormente irritato Pechino.
Lin ha affermato che le azioni di Seki violano i documenti politici tra Cina e Giappone e il principio della 'Unica Cina', minando la sovranità cinese. Le contromisure adottate dalla Cina sono una risposta a queste azioni, considerate eclatanti.
Infine, il portavoce ha accusato Seki di perseguire interessi egoistici, tradendo le sue radici e collaborando con forze anticinesi. Le sanzioni cinesi sono intese come una punizione severa e un monito per chi cerca vantaggi personali a scapito della propria eredità culturale.