Manifestazione contro lo sgombero del centro sociale, lanci di uova e petardi, solidarietà da sindacati e politici
Il Leoncavallo non è morto e intende "andare avanti": è questo il messaggio del corteo con migliaia di partecipanti che ha sfilato per le vie del centro fino ad arrivare in piazza Duomo, il cuore di Milano.
In almeno ventimila, ma i promotori parlano di 60mila, hanno risposto all'appello lanciato dal centro sociale dopo lo sfatto esecutivo del 21 agosto, mentre nel resto del Paese si sono tenute manifestazioni di sostegno alla Global Sumud Flotilla.
Alla flotilla è arrivata la solidarietà anche del segretario Cgil Maurizio Landini, pronto a valutare, ha spiegato a Reggio Emilia alla manifestazione per Gaza che dà il via alla mobilitazione del sindacato, "tutte le iniziative necessarie".
A Vicenza la polizia ha utilizzato gli idranti per disperdere i manifestanti che hanno provato a forzare un cancello in un cantiere dell'alta velocità. A Milano le forze dell'ordine si sono disposte per prevenire ogni possibile azione.
Un momento di tensione si è verificato quando qualche decina di antagonisti ha deviato dal corteo dirigendosi in corso Monforte verso la prefettura. Dietro a uno striscione con scritto 'Questa città di chi pensate che sia.
Basta sgomberi' (che in mattinata avevano portato anche in via Watteau, vicino all'ormai ex sede del Leoncavallo, ancora presidiata dalle forze dell'ordine) hanno lanciato petardi e uova, cadute comunque lontano dai mezzi della polizia e dagli agenti schierati. Una azione dimostrativa come gli striscioni srotolati sul Pirellino ('Occupare è giusto' e 'Contro la città dei padroni') e sull'impalcatura di un palazzo in piazza Cinque Giornate che comunque ha innescato le polemiche.
Dal corteo poi sono partiti anche insulti nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. La premier Giorgia Meloni ha espresso "piena solidarietà" al ministro e alle forze dell'ordine, condannando i disordini e "gli inaccettabili insulti" a Piantedosi che "non fermeranno il nostro lavoro per combattere le zone franche per troppi anni tollerate e ripristinare la legge dove è violata".
Solidarietà anche dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. "Sarebbe opportuno - ha detto riferendosi ai disordini - che tutti prendessero le distanze da quanto avvenuto e che nulla ha a che fare con una manifestazione di dissenso".
"Azioni scellerate" ha commentato il governatore lombardo Attilio Fontana, mentre il fondatore di Coima, Manfredi Catella, coinvolto nell'inchiesta sull'urbanistica che riguarda fra l'altro proprio il Pirellino, si è scagliato contro "manifestazioni violente" e "occupazioni illegali". Una dichiarazione letta col megafono durante il corteo che ha avuto come risposta un coro di insulti a Catella.
Si è trattato di una manifestazione "molto partecipata e molto eterogenea" come sperava la presidente dell'associazione delle Mamme antifasciste del Leoncavallo, con a sfilare bambini e anziani, kefie e passeggini, esponenti di Cgil, Fiom, Centri sociali, Arci, associazioni ma anche Claudio Bisio, Bebo Storti, Paolo Rossi e tutto il gruppo di The Comedians (senza il regista Gabriele Salvatores che ha dato comunque la sua adesione), bandiere di Anpi e Palestina.
Secondo Piantedosi, quello sul Leoncavallo è stato un "provvedimento doveroso". Per il segretario di Si Nicola Fratoianni invece si è trattato di un atto di "politica criminale" perché si è "chiuso, si spera per poco tempo, una alternativa possibile politicamente e culturalmente".
Resta ancora aperta la questione della futura casa del Leonka, il Comune ha fatto il bando per uno spazio che comunque richiede lavori dai costi altissimi. "Lancio un appello - ha detto Daniele Farina, storico portavoce del centro -, se ci siete manifestatevi per comprare la sede di via Watteau, se ci sono imprenditori illuminati che vengano avanti".