Estero

Attacco israeliano con droni contro Unifil in Libano

Il ministro Crosetto condanna l'azione e chiede spiegazioni a Israele, mentre l'IDF respinge le accuse

3 settembre 2025
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"È un atto rilevante, grave. E la differenza con gli episodi passati è che questo fatto, che ha toccato Unifil ed anche il nostro contingente, non è un errore, una cosa accaduta indipendentemente dalla volontà dell'IDF ma, a quanto ha comunicato Unifil, una scelta precisa. Tanto precisa da parte loro quanto incomprensibile ed inaccettabile da parte nostra". È dura la posizione del ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, dopo l'attacco israeliano con droni alla missione Unifil in Libano cui partecipa anche un cospicuo contingente italiano.

"Esprimerò con tutta la forza possibile al mio omologo israeliano la nostra totale disapprovazione (e qualcosa in più) per quanto accaduto", assicura il titolare della Difesa mentre anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, via X, condanna il nuovo episodio avvenuto nei pressi della blu line, il confine tra Israele e Libano in cui opera la missione targata Nazioni Unite. L'Idf, da parte sua, ha respinto oggi ogni accusa e fa sapere di aver già condotto un'inchiesta sull'accaduto.

L'esercito israeliano precisa che stava rispondendo a una "presenza sospetta" nella zona - riporta il Times of Israel - ed assicura che "non è stato sparato deliberatamente contro il personale dell'Unifil" sottolineando che "la sicurezza dei civili e delle forze israeliane rimane una priorità assoluta".

Attacchi ci sono stati già in passato, uno dei più violenti nell'ottobre dell'anno scorso quando erano stati utilizzati anche i tank. Ma il salto di qualità arriva dopo la risoluzione Onu che ha approvato lo smantellamento della missione. E' vero che questo dovrà accadere nel 2027 ma l'accordo (preso ma non firmato) prevede il 'subentro' dell'esercito libanese affinché esso stesso possa far esercitare al Libano la sovranità sul suo territorio. Subentro che non è possibile però, se l'area, dove già ci sono 5 postazioni israeliane, non sarà liberata.

"Noi non siamo andati via per mantenere una presenza imparziale - spiega un ex portavoce Unifil all'ANSA -, ma il messaggio è che questa presenza non la si vuole". Intanto anche oggi a Beirut continua il ronzio dei droni e ogni giorno vengono uccise persone nel sud del Paese, "magari con la giustificazione poi, da parte dell'Idf, che si trattava di operativi hezbollah", continua l'ex portavoce, "ma non tutto si può giustificare".

Del resto, osserva, "l'accordo alla base della nuova risoluzione sulla missione Unifil dice che Israele può attaccare in qualunque momento se percepisce una minaccia ma il fatto che questa minaccia non possa essere verificata da un attenta opera di monitoraggio, non crea le condizioni per una stabilità". Proprio il lavoro della missione Unifil in favore della "sicurezza e della stabilità del Libano", è stato sottolineato dal Tajani nel suo post dopo l'incontro a Roma con l'inviato speciale Usa Boulos. "Lavoriamo con gli Usa - ribadisce il titolare della Farnesina - per la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente a partire dalla Libia".

A condannare l'attacco partiti di maggioranza e opposizione. "Il governo si attivi contro Israele in tutte le sedi - dice Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione difesa di Montecitorio - Colpire un contingente ONU significa colpire direttamente la comunità internazionale e chi opera quotidianamente per garantire stabilità e pace". Per Enrico Borghi, vice-presidente di Italia Viva, si tratta di "un atto ingiustificabile" mentre Osvaldo Napoli di Azione parla di "attacco vergognoso". Una "condanna senza esitazione" arriva anche da Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama.