Il presidente cileno denuncia l'odio e la violenza, sottolineando l'importanza del dialogo democratico
Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha condannato la vandalizzazione della sinagoga Bicur Joilim della capitale Santiago, apparsa ieri con la scritta 'Israele genocida' in spray rosso e uno striscione dove si accusa la comunità ebraica di 'complicità' per il silenzio sui fatti di Gaza.
"La violenza e la minaccia non sono la strada da seguire", ha affermato Boric in un post sui social, esprimendo una "condanna senza riserve" dell'episodio. Il presidente cileno, critico fin dall'inizio dell'operazione militare israeliana in territorio palestinese, ha precisato quindi che "il fatto che il governo di Benjamin Netanyahu sia criminale, come di fatto lo è, non implica che si minacci a membri di una comunità né giustifica l'odio a un popolo".
La vandalizzazione della sinagoga è stata ripudiata anche dal ministro degli Esteri, Alberto van Klaveren, che, in linea con il presidente ha affermato che "non si può normalizzare nessuna espressione di odio e violenza" e che "non esistono ragioni che giustifichino l'intimidazione e la discriminazione". "L'unico modo per esprimere dissenso in democrazia è il dialogo aperto e rispettoso", ha aggiunto.