Il cancelliere Merz conferma la posizione tedesca nonostante le pressioni internazionali
"Gli avvenimenti degli ultimi giorni non hanno cambiato la nostra posizione". Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in conferenza stampa con l'omologo canadese Mark Carney, ha ribadito la contrarietà della Germania a riconoscere lo Stato palestinese.<\/p>
Berlino, insomma, non si smuove di un millimetro, esasperando alcuni dei suoi partner - senz'altro in Europa - con quella che viene vista a tratti come una postura "dogmatica".<\/p>
Il Canada, invece, è tra quei Paesi che intendono riconoscerla, la Palestina. Il dibattito, infuocato, è stato innescato dal presidente francese Emmanuel Macron lo scorso luglio, quando ha annunciato che Parigi lo farà nel quadro dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a settembre. La Francia sarà il primo Paese del G7 a riconoscere la Palestina, unendosi ai 147 Stati membri dell'Onu che lo hanno già fatto.<\/p>
All'interno dell'Unione Europea sono 10 le nazioni che si sono mosse in questo senso. Chi molto tempo fa, quando ancora non erano parte dell'Ue ed esisteva ancora l'Unione Sovietica, chi molto più di recente, come la Svezia (nel 2014). Spagna, Irlanda e Slovenia invece hanno firmato nel 2024, dopo lo scoppio del conflitto a Gaza, per "spingere" israeliani e palestinesi alla pace, sollevando le accese critiche di Tel Aviv.<\/p>
Il tema, mai come oggi, è divisivo. Tra quei 17 Paesi Ue che non riconoscono lo Stato palestinese ci sono però capitali determinate a lanciare un messaggio a Israele, colpevole di aver oltrepassato la linea e infranto a più riprese il diritto internazionale a Gaza.<\/p>
E quindi, ad esempio, sarebbero favorevoli ad approvare una delle misure proposte dall'alto rappresentante Kaja Kallas per punire Tel Aviv (come la sospensione dei fondi Horizon destinati alla start-up, per cui non serve l'unanimità ma la maggioranza qualificata). Eppure anche così si fa fatica. Sinora, oltre alla Germania, si sono sempre dimostrate contrarie ad agire pure l'Austria, l'Italia, l'Ungheria, la Bulgaria e la Repubblica Ceca.<\/p>
Roma, non a caso, è tra le nazioni che non riconosce lo Stato palestinese. "Finora il riconoscimento non ha prodotto alcun effetto, bisogna prima creare le condizioni per la sua nascita su cui stiamo facendo il massimo sforzo a livello internazionale e solo dopo riconoscerlo: al momento lo Stato palestinese non esiste e riconoscerlo non avrebbe senso", ha dichiarato il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani.<\/p>
Nel mentre il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, nella sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti, non è andato per il sottile e ha definito la nascita della Palestina come "un suicidio " per Israele. "I governi di sinistra di vari Paesi, tra cui Francia, Gran Bretagna, Canada e Australia, stanno cercando di imporre uno Stato palestinese a Israele", ha tuonato. Peccato che in Francia e Canada non ci siano governi di sinistra al potere. Ma sono dettagli.<\/p>