Il presidente serbo ribadisce l'apertura al confronto e smentisce voci su un terzo mandato
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha ribadito il suo invito al movimento di protesta degli studenti a confrontarsi in un dibattito pubblico in diretta tv, sottolineando che la Serbia e il suo governo sono sempre aperti al dialogo, al quale non c'è alternativa per la soluzione dei problemi sul tappeto.
In una intervista a Euronews, Vucic ha detto che nonostante il rifiuto opposto dagli studenti, la sua proposta resta sempre valida "fino a quando non la accetteranno, poiché un giorno dovranno parlare con qualcuno". Elogiando il comportamento prudente e responsabile delle forze di polizia, nonostante le brutali aggressioni e provocazioni da parte dei dimostranti più violenti - un comportamento a suo avviso molto più moderato e accorto rispetto alle polizie di altri grandi Paesi della Ue - Vucic si è riferito alla richiesta di elezioni anticipate da parte del movimento di protesta.
Per almeno tre volte negli ultimi sei mesi, ha affermato, è stato lui a proporre elezioni e anche un referendum sulla sua presidenza, dicendosi disposto a dimettersi immediatamente in caso di mancato appoggio popolare. Ma tali offerte sono state sempre respinte. "E ora dicono che al Paese servono assolutamente nuove elezioni", ha detto il presidente che ha fermamente smentito una sua presunta intenzione di modificare la costituzione per restare presidente per un terzo mandato, dopo il secondo e ultimo previsto, che scade nel maggio 2027.
"Non intendo in alcun modo cambiare la Costituzione, sarò presidente ancora per un anno e mezzo, e poi ci sarà un nuovo presidente". Ribadendo che la Serbia proseguirà con convinzione sulla strada verso l'integrazione nella Ue, Vucic ha confermato al tempo stesso di essere in buoni e stretti rapporti con il presidente russo Vladimir Putin che, a suo dire, è aperto a porre fine al conflitto armato in Ucraina con un accordo di pace. E ha nuovamente proposto Belgrado come sede di un eventuale incontro al vertice fra Putin e il leader ucraino Volodymyr Zelensky.
"So che vi sono migliaia di persone e almeno una decina di Paesi che si offrono di tenere un tale incontro. Non posso gareggiare con Paesi più grandi e importanti, ma da noi entrambi sarebbero i benvenuti. La Serbia può offrire un'ottima ospitalità e un posto molto sicuro per entrambi", ha detto Vucic.