Estero

La Cina espande la sua influenza nel porto di Santos in Brasile

Il porto brasiliano punta su Europa e Asia per sostituire gli USA come partner commerciali

22 agosto 2025
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La Cina aumenta la sua influenza nel porto brasiliano di Santos dove l'autorità portuaria guarda già ai mercati di Europa e Asia per sostituire gli Stati Uniti come partner commerciali e per la logistica, in linea con gli obiettivi di transizione energetica e riduzioni delle emissioni. Lo ha detto all'Ansa il presidente del principale scalo dell'America latina, Anderson Pomini.

"Mentre Washington usa la forza economica e minaccia ritorsioni per i Paesi che vogliono preservare l'ambiente, i cinesi si adattano alle pratiche sostenibili e investono", ha affermato durante un incontro con la stampa estera, commentando la recente decisione della Casa Bianca di opporsi all'adozione del Net-Zero Framework approvato lo scorso luglio a Londra da 170 Paesi membri dell'Organizzazione marittima Internazionale (Imo). L'accordo prevede la riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica del trasporto marittimo entro il 2025. Gli Stati Uniti hanno respinto la proposta promettendo opposizione al voto previsto a ottobre.

"Il governo Usa va controcorrente, ma la lotta ai cambiamenti climatici è centrale: dobbiamo unire crescita e responsabilità sociale e ambientale. Non serve a nulla pensare solo alla performance economica e poi dover affrontare la furia della natura", ha affermato Pomini, sottolineando che "il Brasile farà il suo dovere perché i porti crescano responsabilmente", anche "di fronte alla minaccia di nuovi dazi". Una posizione condivisa con la Cina che con il gigante della logistica Cofco "ha investito 160 milioni di euro (un miliardo di real) per realizzare un terminal, aderendo al programma Isg e finanziando interventi di recupero di aree degradate" attorno allo scalo.

Anche per questo, nel mega porto brasiliano l'impatto dei dazi statunitensi del 50% sull'export verde-oro non impensieriscono. "I nostri prodotti sono molto richiesti, non avremmo difficoltà. Potremmo registrare una riduzione iniziale delle esportazioni, poiché davamo preferenza al mercato Usa, ma nel medio-lungo termine il Brasile guarda già ad altri mercati", soprattutto Europa e Asia. "Il mercato europeo è molto importante per il Brasile e, al netto dell'accordo concluso con Washington, i Paesi dell'Ue hanno già mostrato interesse per i prodotti brasiliani colpiti dai dazi Usa", ha detto.