Estero

Indignazione per un graffito contro la guerra a Gaza sul Muro del Pianto

Il messaggio, definito una profanazione, ha suscitato reazioni politiche e religiose a Gerusalemme

11 agosto 2025
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Un graffito di condanna della guerra di Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza è stato scoperto sul Muro del Pianto a Gerusalemme, luogo sacro per l'ebraismo, scatenando l'indignazione nel Paese.

"C'è un Olocausto a Gaza" era scritto in ebraico con vernice spray sulla sezione meridionale del muro, un'area isolata dove i fedeli ebrei pregano senza distinzione di genere, a differenza della parte principale del Muro. La stessa iscrizione è stata trovata sulla facciata della Grande Sinagoga di Gerusalemme, con un'aggiunta in ebraico stentato: "tutto ciò che è pubblicato è una menzogna".

La polizia ha annunciato di aver arrestato un sospettato di 27 anni, residente a Gerusalemme, senza fornire ulteriori dettagli sull'identità del sospettato. I graffiti sono stati rimossi.

Grande l'indignazione politica. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir si è detto "scioccato", e il collega ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, altra figura di estrema destra, ha affermato che i responsabili "hanno dimenticato cosa significa essere ebrei". L'ex ministro della Difesa Benny Gantz, ora membro dell'opposizione, ha definito le deturpazioni "un crimine contro l'intero popolo ebraico".

Situato a Gerusalemme Est, un settore della Città Santa occupato e annesso da Israele, il Muro è l'ultimo resto del Secondo Tempio, distrutto nel 70 d.C. dai Romani, e il luogo più sacro dove agli ebrei è consentito pregare. Il rabbino del Muro Shmuel Rabinovitch, ha denunciato una "profanazione", sottolineando in una dichiarazione che "un luogo sacro non è un luogo in cui esprimere protesta".