Estero

Hamas: l'espansione israeliana mette a rischio gli ostaggi

Critiche di Hamas e Abu Mazen alla decisione di Israele su Gaza

8 agosto 2025
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Hamas ha criticato l'uso da parte di Israele del termine "controllo" invece di "occupazione", definendolo un tentativo di "eludere la propria responsabilità legale per le conseguenze del suo brutale crimine contro i civili". Secondo il gruppo, il governo israeliano non si preoccupa del destino degli ostaggi, affermando che "espandere l'aggressione significa sacrificarli".

Come riportato da Al Jazeera, Hamas ha descritto la decisione di Israele di assumere il controllo di Gaza City come un "crimine di guerra". Il gruppo ha inoltre sottolineato che il piano del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu spiega il ritiro improvviso di Israele dall'ultimo round di negoziati.

Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha definito la decisione del governo Netanyahu sull'occupazione della Striscia di Gaza un "crimine a pieno titolo in violazione del diritto internazionale" e ha avvertito che potrebbe causare "una catastrofe umanitaria senza precedenti". L'ufficio di Abu Mazen accusa Israele di portare avanti una politica di "genocidio e carestia".

Abu Mazen ha ribadito "il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese" in uno Stato con "Gerusalemme est capitale". Ha inoltre sollecitato l'intervento di Donald Trump per fermare il piano di Netanyahu e promuovere una soluzione di "pace permanente".

Il documento diffuso a nome del presidente palestinese, e ripreso dalla BBC, annuncia l'intenzione dell'ANP di chiedere una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Inoltre, si prevede di rivolgersi alla Lega Araba e all'Organizzazione degli Stati Islamici, oltre che al presidente degli Stati Uniti, per sollecitare una reazione all'annuncio del governo israeliano.

Il popolo palestinese, si legge nel testo, "non accetterà di farsi imporre alcuna soluzione con la forza" e riafferma il suo diritto all'autodeterminazione e a uno Stato indipendente su tutti i territori occupati della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, con "Gerusalemme est sua capitale".