Il capo del Servizio di informazione egiziano critica le dichiarazioni di Hamas, colloqui in stallo
Il capo del Servizio di informazione egiziano Diaa Rashwan ha ammesso che i rapporti con Hamas "non sono stati al meglio nell'ultima settimana", dopo che Khalil al-Hayya, alto dirigente del movimento islamista, ha accusato Il Cairo di essere corresponsabile della crisi umanitaria a Gaza.
In un'intervista a tarda sera all'emittente egiziana Al-Rad, Rashwan ha dichiarato che al-Hayya "ha commesso un errore grave" e ha avvertito che le sue parole potrebbero influire negativamente sulla cooperazione con l'organizzazione. Tuttavia, ha ricordato che ci sono state in passato divergenze anche più profonde e ha precisato che le azioni dell'Egitto sono sempre dettate da "interessi superiori".
Riguardo ai negoziati per la fine della guerra "siamo di fronte a due scenari. Il primo è continuare a esercitare pressioni sulle fazioni palestinesi, soprattutto su Hamas, come hanno chiesto il presidente americano Donald Trump e Benyamin Netanyahu. Il secondo è che Israele proceda effettivamente a una conquista totale della Striscia", ha detto Rashwan, aggiungendo che l'Egitto accetterà qualsiasi assetto che sarà deciso dai palestinesi, sia esso l'Autorità Palestinese o un'altra rappresentanza civile. "L'Egitto sa bene che la Striscia non è governabile sotto occupazione, fame e uccisioni", ha detto. Secondo Rashwan, negli ultimi tre mesi c'è stata una certa pressione per portare Hamas a una maggiore flessibilità nei negoziati, ma le trattative restano in fase di stallo.