Estero

Accordo sui rimpatri tra Regno Unito e Francia entra in vigore

Il piano prevede lo scambio di migranti tra i due paesi, ma solleva polemiche sull'efficacia e la trasparenza

5 agosto 2025
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È entrato in vigore oggi l'accordo sui rimpatri dei migranti, raggiunto il mese scorso tra il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron durante la sua visita nel Regno Unito, che prevede lo schema "uno contro uno" sui respingimenti proposto da Londra.

L'impegno è quello di trattenere e trasferire in Francia un "clandestino" giunto sulle coste inglesi a bordo di una piccola imbarcazione, e in cambio le autorità britanniche accoglieranno un richiedente asilo accampato oltre Manica che ha superato i controlli di sicurezza e idoneità, oltre ad avere familiari in grado di sostenerlo nel Regno.

La ministra degli Interni Yvette Cooper, intervistata questa mattina dai media, non ha però indicato il numero di immigrati che rientrano nell'accordo, suscitando nuove polemiche sull'efficacia del piano.

In precedenza si era detto che inizialmente riguarderà non più di 50 "small boat" alla settimana, fra le tante che attraversano la Manica verso l'isola, per un totale di 800 clandestini respinti entro fine anno, secondo i calcoli: contro gli oltre 25 mila già sbarcati a ritmo record dall'inizio del 2025. Nonostante le misure draconiane messe in campo dal governo laburista di Starmer non si sono visti risultati della promessa stretta post Brexit ai confini.

Tutto questo avviene in un clima di tensione attorno al delicato dossier dei migranti, fra le recenti proteste contro gli hotel che ospitano richiedenti asilo e i continui interventi di Nigel Farage, leader del trumpiano Reform UK.

L'ex tribuno della Brexit ha gettato benzina sul fuoco chiedendo alla polizia di rendere noto lo status migratorio e così l'origine di due uomini accusati dello stupro di una dodicenne nel Warwickshire. È emerso che i due incriminati sono rifugiati afghani, ma la polizia non lo ha confermato sottolineando che in base alla normativa non vengono mai fornite informazioni sulla provenienza degli indiziati e sul loro status migratorio.

Da settimane Farage sta cavalcando l'allarme contro l'incremento della criminalità nel Regno, reati sessuali in primis, attribuendolo in misura crescente all'immigrazione e a "cittadini esteri". E le sue parole hanno prodotto un risultato: la ministra degli Interni ha promesso oggi di cambiare il regolamento, all'insegna della "trasparenza", indicando così nazionalità e situazione migratoria dei sospetti.