Cerimonie e dibattiti ricordano la sconfitta dei serbi della Krajina nel 1995, evento doloroso per Belgrado
La cerimonia commemorativa centrale si è svolta nella serata di oggi a Sremski Karlovci, cittadina sul Danubio a nord di Belgrado, con la partecipazione, insieme a migliaia di cittadini, del presidente serbo Aleksandar Vucic, del premier Djuro Macut, del leader serbo-bosniaco e presidente della Republika Srpska (entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina) Milorad Dodik, del patriarca serbo ortodosso Porfirije, di numerosi ministri e dei vertici militari. Nel suo intervento, Vucic ha ricordato il sacrificio dei tanti caduti nei combattimenti contro i croati, insieme al dramma delle migliaia di serbi costretti a lasciare e loro case nella Repubblica serba della Krajina, che aveva dichiarato la secessione dopo la proclamazione d'indipendenza della Croazia. "I serbi amano la loro libertà, che non ha prezzo", ha detto Vucic, che ha sottolineato in particolare il forte potenziamento delle Forze armate della Serbia, il cui obiettivo - ha osservato - non è attaccare nessuno ma difendere il Paese da eventuali minacce o attacchi. "Vogliamo buoni rapporti con tutti, vogliamo pace e stabilità, ma dobbiamo essere in grado di difendere il nostro Paese", ha affermato il presidente serbo.