Ottawa punta su mercato interno e diversificazione export per contrastare le tariffe di Trump
Diversificare le rotte dell'export e rafforzare il mercato interno, abbattendo le barriere commerciali territoriali per progetti comuni che potrebbero attrarre oltre 500 miliardi di nuovi investimenti e puntando sul "buy made in Canada". È questa, per ora, la ricetta del premier di Ottawa Mark Carney contro la stangata dei dazi di Donald Trump al 35%, il 10% in meno dell'altro partner nordamericano, il Messico, con cui il tycoon negozierà ancora per 90 giorni.
Trump ha giustificato formalmente le tariffe con la mancata collaborazione sul traffico di fentanyl, ma nei giorni scorsi aveva minacciato che non ci sarebbe stato alcun accordo per l'intenzione di Ottawa di riconoscere la Palestina: una vendetta non consumata con altri Paesi, ad esempio la Gran Bretagna.
Nei mesi scorsi il Canada aveva evocato ritorsioni pesanti, dall'aumento delle tasse sull'elettricità esportata negli stati USA confinanti alla minaccia di un taglio delle forniture. Ma al momento sembra un'arma da tenere in serbo, nella speranza di poter modificare in futuro le tariffe sui settori più "fortemente colpiti", tra cui Carney ha elencato legname, acciaio, alluminio e automobili.
Il premier canadese si è detto "deluso" dalla mossa di Trump e si consola col fatto che l'aumento dei dazi Usa riguarda le esportazioni non coperte dall'Accordo Canada-Stati Uniti-Messico, o CUSMA, il secondo accordo di libero scambio al mondo per volume di scambi. Ciò significa che "l'aliquota tariffaria media statunitense sui prodotti canadesi rimane una delle più basse tra tutti i suoi partner commerciali".
Quanto ai settori scoperti, assicura Carney, "il governo canadese agirà per proteggere i posti di lavoro canadesi, investire nella nostra competitività industriale, acquistare prodotti canadesi e diversificare i nostri mercati di esportazione". "Mentre continueremo a negoziare con gli Stati Uniti sulle nostre relazioni commerciali - ha spiegato il premier - il governo canadese è concentrato su ciò che possiamo controllare: rafforzare il Canada. Il governo federale, le province e i territori stanno collaborando per abbattere le barriere commerciali e costruire un'economia canadese unitaria. Stiamo sviluppando una serie di importanti progetti di costruzione nazionale con partner provinciali, territoriali e indigeni. Insieme, queste iniziative hanno il potenziale per catalizzare oltre mezzo trilione di dollari (500 miliardi, ndr) di nuovi investimenti in Canada".
Carney ha lanciato anche un appello per acquistare "canadese", boicottando indirettamente i prodotti americani, fenomeno già in atto da mesi. "I canadesi - ha assicurato - saranno i nostri migliori clienti, creando carriere più remunerative in patria, mentre rafforziamo e diversifichiamo le nostre partnership commerciali in tutto il mondo. Possiamo dare a noi stessi più di quanto qualsiasi governo straniero possa mai togliere, costruendo con i lavoratori canadesi e utilizzando le risorse canadesi a beneficio di tutti i canadesi".
Carney ha inoltre replicato all'accusa di Trump di scarsa collaborazione contro il traffico di fentanyl, ricordando che esso rappresenta solo l'1% del flusso negli Usa e che "il governo canadese sta effettuando investimenti storici nella sicurezza delle frontiere per arrestare i trafficanti di droga, smantellare le bande transnazionali e porre fine al traffico di migranti".