Estero

Carla Zambelli arrestata in Italia chiede aiuto al governo contro l'estradizione

L'ex deputata italo-brasiliana denuncia persecuzione politica e spera nell'intervento delle autorità italiane

30 luglio 2025
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Meno di ventiquattro ore dopo il suo arresto in Italia, l'estradizione dell'ex deputata italo-brasiliana Carla Zambelli è già un rebus.

L'esponente del partito dell'ex presidente Jair Bolsonaro, ricercata dall'Interpol per una condanna a dieci anni di prigione, lancia ora il suo appello dal carcere di Rebibbia attraverso il suo avvocato: "In Brasile ho subito una persecuzione politica, senza prove e senza alcuna garanzia difensiva - dice -. Non mollo, la mia speranza è che l'Italia si opponga alla mia estradizione".

Dopo due mesi di irreperibilità circolano versioni discordanti sul suo arresto: secondo la polizia federale brasiliana la cattura è stata frutto della "cooperazione internazionale tra la polizia federale, l'Interpol e le agenzie italiane". Tuttavia, stando alla ricostruzione dei suoi legali sul fronte brasiliano, Zambelli si è consegnata volontariamente alle autorità italiane, fornendo loro telefonicamente l'indirizzo dove era possibile rintracciarla.

Ora la deputata conta anche sull'appoggio del governo italiano, soprattutto dopo quanto annunciato dal vicepremier Matteo Salvini, che ha espresso il desiderio di farle visita. "L'interessamento di alcuni politici alla vicenda è utile a far emergere quanto accaduto a Zambelli nelle aule di giustizia brasiliane", commenta il suo avvocato in Italia, Pieremilio Sammarco, il quale l'ha incontrata in queste ore nel carcere capitolino.

"La mia assistita mi ha riferito che non le è stato permesso di assumere medicine che per lei sono essenziali. Inoltre si trova in una cella con servizi igienici mal funzionanti e con altre quattro detenute", prosegue il legale in attesa dell'udienza per la convalida dell'arresto, che si terrà venerdì primo agosto.

In un video diffuso in Brasile subito dopo essere stata fermata a Roma, l'ex parlamentare ha espresso fiducia nel sistema giudiziario italiano: "Se dovrò scontare qualsiasi pena, sarà qui in Italia, che è ancora un paese giusto e democratico". Di sicuro i tempi sull'esito della vicenda non sono brevi.

Zambelli - membro del partito dell'ex presidente Jair Bolsonaro - è stata condannata a dieci anni di carcere in Brasile per l'hackeraggio del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia e, ora che è stata fermata in Italia su mandato dell'Interpol, si aprono diversi scenari: dalla possibilità che Zambelli sconti la pena in Italia fino all'estradizione, così come chiedono le autorità brasiliane.

Su questi aspetti giocheranno un ruolo chiave la cittadinanza (anche) italiana della parlamentare - che però non le garantisce l'immunità - e i criteri per la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi. "L'Italia dovrà valutare se i reati contestati in Brasile abbiano rilevanza penale secondo l'ordinamento giuridico italiano. La decisione finale spetterà ai tribunali italiani, che prenderanno in considerazione aspetti legali e diplomatici", sottolinea l'ex parlamentare italiana e avvocata internazionale Renata Bueno, esperta del tema.

Intanto c'è già chi, come il deputato del Pd Fabio Porta, chiede che "si proceda ad una celere estradizione" mentre il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, il quale sostiene di aver informato la polizia dell'indirizzo di Zambelli affinché fosse individuata, adesso denuncia: "Sto ricevendo sui social numerose minacce, anche di morte, per quello che ho fatto".