Il premier Li Qiang sottolinea l'urgenza di una governance condivisa per bilanciare sviluppo e sicurezza
Il premier cinese Li Qiang ha avvertito che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale deve essere valutato in base "ai rischi per la sicurezza", ritenendo urgente "un consenso globale" a dispetto della feroce corsa tecnologica tra Pechino e Washington. Aprendo la Conferenza mondiale sull'IA (Waic) a Shanghai, Li ha sottolineato la necessità "di governance e sviluppo open source" e ha annunciato l'istituzione di un organismo guidato da Pechino per la cooperazione internazionale in materia di IA.
"I rischi e le sfide portati dall'intelligenza artificiale hanno attirato un'ampia attenzione. Trovare un equilibrio tra sviluppo e sicurezza richiede con urgenza un ulteriore consenso da parte dell'intera società", ha aggiunto Li, a pochi giorni dalla presentazione da parte del presidente statunitense Donald Trump di un'aggressiva strategia di bassa regolamentazione che punta a consolidare il dominio Usa in un settore in rapida evoluzione, promettendo di "eliminare burocrazia e normative onerose" che potrebbero ostacolare l'intelligenza artificiale nel settore privato.
Il premier cinese ha osservato che Pechino "promuoverà attivamente" l'IA open source e condividerà i progressi fatti con altri Paesi, in particolare quelli in via di sviluppo. "Se ci impegniamo in monopoli tecnologici, controlli e blocchi, l'IA diventerà appannaggio di pochi Paesi e imprese", Mentre, "solo aderendo all'apertura, alla condivisione e all'equità nell'accesso, più Paesi e gruppi potranno beneficiare dell'intelligenza artificiale". Li poi ha evidenziato come "l'insufficiente fornitura di potenza di calcolo e chip" rappresenti un grave collo di bottiglia.
In un momento in cui l'IA si sta integrando in tutti i settori, il suo utilizzo ha sollevato importanti questioni etiche, dalla diffusione di disinformazione al suo impatto sull'occupazione, fino alla potenziale perdita di controllo tecnologico.
In un vertice sull'IA tenutosi a Parigi a febbraio, 58 paesi, tra cui Cina, Francia e India, nonché l'Unione Europea e la Commissione dell'Unione Africana, hanno chiesto un maggiore coordinamento sulla governance. Gli Usa, mettendo in guardia contro una "regolamentazione eccessiva", sino sono rifiutati insieme alla Gran Bretagna di sottoscrivere l'appello del summit per un'intelligenza artificiale "aperta", "inclusiva" ed "etica".