Estero

Ventuno civili giustiziati sommariamente a Sweida in Siria

L'Osservatorio per i diritti umani denuncia esecuzioni da parte di forze governative con prove fotografiche e video

23 luglio 2025
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Ventuno civili, tra cui quattro donne e due anziani, sono stati giustiziati sommariamente nel sud della Siria da uomini identificati come elementi delle forze governative. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria che ha verificato l'autenticità di una serie di testimonianze incrociate sostenute da foto e filmati ripresi poco dopo i diversi episodi di violenza.

Il primo episodio si è registrato il 16 luglio nella casa della famiglia Badr a Sweida. Qui otto civili sono stati giustiziati da uomini armati governativi, identificati come agenti del ministero della difesa e dell'interno di Damasco, con colpi di arma da fuoco alla testa e al corpo.

Nel filmato si riconoscono due corpi di due anziani riversi a terra e in una pozza di sangue. Le otto persone erano state radunate fuori dalla casa dagli uomini armati e lì sono stati giustiziati, riferiscono i testimoni.

In altri tre episodi correlati, verificatisi il 17 luglio, 13 civili tra cui 4 donne sono state uccise con colpi di arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata alla testa. Nel primo di questi tre casi, i cinque civili si trovavano a bordo di un'auto che tentava di uscire da Sweida ma che è stata fermata dai governativi. Questi hanno sparato ai cinque occupanti del veicolo. Le foto mostrano, tra l'altro, i corpi delle due donne riversi sul sedile posteriore con, ciascuno, un foro di proiettile in fronte. Un'altra foto mostra l'autista dell'auto riverso sul sedile e la camicia bianca imbevuta di sangue.

In un secondo dei tre episodi documentati, altri quattro civili, tra cui due donne, sono stati uccisi sempre mentre erano a bordo di un'auto sulla strada di Sawhat al-Balata. Lungo questa strada altri quattro civili sono stati freddati da uomini armati identificati come membri del governo di Damasco.