Detenuti nel controverso centro 'Alligator Alcatraz', si teme per i diritti umani. Il console messicano segue il caso.
Dopo l'annuncio dell'arresto negli Usa di due fratelli messicani, condotti al centro di detenzione "Alligator Alcatraz" in Florida, il governo del Paese latinoamericano ha reso noto che fornirà assistenza legale in merito a possibili violazioni dei diritti umani. "Alligator
Alcatraz", il controverso centro di detenzione per immigrati, è stato inaugurato recentemente presso il Dade-Collier Training and Transition Airport, all'interno della Big Cypress National Preserve, una zona paludosa e remota delle Everglades, a ovest di Miami.
Il nome allude sia alla famigerata prigione di Alcatraz (per l'idea di alta sicurezza e impossibilità di fuga) sia alla massiccia presenza di alligatori e altri rettili pericolosi nella zona circostante. Juan Sabines, console messicano a Orlando, ha riferito di aver ricevuto Martín González, padre di Carlos e Alejandro, per seguire il caso.
Inoltre, su indicazione della presidente Claudia Sheinbaum, ai due è stata assegnata la rappresentanza legale di una avvocata del Programma di Consulenza Legale Esterna (Pale). Secondo le informazioni diffuse dal ministero degli Affari esteri, Carlos era in vacanza con un visto turistico valido, mentre Alejandro è sposato con una cittadina statunitense.
"Durante una chiamata - ha dichiarato Sabines - l'avvocata ci ha avvertiti di possibili violazioni dei diritti civili di entrambi i connazionali, poiché il carcere in cui sono detenuti non appartiene al governo federale, ma allo stato della Florida. Pertanto, i detenuti non hanno ancora un numero di 'alieno' o un numero di pratica, il che gli impedisce di accedere a una difesa adeguata e a un giusto processo".
"Data la situazione, abbiamo richiesto l'accesso immediato della loro avvocata e, date le condizioni osservate, suggerirò alle autorità messicane di valutare l'emissione di un avviso di viaggio per i turisti messicani diretti a Orlando", ha aggiunto il console.